Quella tendenza a nasconderti o a mostrarti molto.
Quella preoccupazione di preoccuparti tanto per poi finire a raccontare la tua storia, la tua storia nei minimi particolari, a uno sconosciuto.
Quella voglia di fuggire, di uscire di corsa quando qualcuno mostra di cominciare a conoscerti, sebbene tu non ti riveli.
Quella vertigine di rimanere.
Quell'implacabile sete di qualcuno e di non stare con nessuno.
Di avvolgere le carezze nelle parole.
Quella voglia di cambiare senza rinunciare a nulla.
Quella fame di impossibile.
Come pensare iin questa confusione contradditoria?
E' verità e menzogna, è bene e male e non c'è via d'uscita. Nulla da fare.
Bevi un bicchiere d'acqua.
(Héctor Abad Francioline, Trattato di culinaria per donne tristi)
Lo so che devo riuscire a stare moltofermamoltozitta.
Se fosse solo un pò meno difficile,un pochino, ci riuscirei.
Se fosse meno difficile non vorrei riuscirci. Non così tanto.
Sapere che se voglio così tanto ci riuscirò è nuova tristezza.
Devo contare i giorni trattenendoli come uccellini nel palmo della mano.
Contarli per riuscire a perdere il conto.

4 commenti:
Avvolgere le carezze nelle parole...bello :)
Ma bere un bicchiere d'acqua aiuterà veramente? *_*
qualunque cosa aiuti, purchè sia legale e non antisociale, va bene.
Il libro è uno delle mie perle, te lo consiglio!
Ma perché devi contare i giorni? I giorni che ti dividono da cosa? E poi perchè dovresti stare moltofermamoltozitta? Così facendo non potresti deliziarci con i tuoi post! :)
Perchè se parlo qui siete voi a venire da me. Se parlo agli altri devo andarci io e conquistarmi il loro interesse.
Poi, non è detto che io stia facendo la cosa giusta. Però non ne so fare altre!
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