Non so se è l'influenza di Isadora. Non so se è la necessità stringente di trovare sempre nuove ragioni, ma mi sembra dopo 13 anni di avere capito qualcosa.
La qual cosa I è: non avere paura di distruggere e ricominciare.
La qual cosa II, barando, è corollario della I, ed è: non accettare nulla che non sia perfetto.
martedì 30 ottobre 2007
lunedì 29 ottobre 2007
sabato 27 ottobre 2007
1. Aaaaaaaaatchiùùùùùù!
2. I know I might seem a bit too much honey but I just can't help it.
3. "stai tranquilla questi uomini non ci avranno, non gli cadremo nella rete perchè a noi non ce la fa nessuno! Ti passo a prendere alle 18 45 ti piace? mi faccio bella perchè rivedo la mia migliore amica." (ire dixit)
2. I know I might seem a bit too much honey but I just can't help it.
3. "stai tranquilla questi uomini non ci avranno, non gli cadremo nella rete perchè a noi non ce la fa nessuno! Ti passo a prendere alle 18 45 ti piace? mi faccio bella perchè rivedo la mia migliore amica." (ire dixit)
venerdì 26 ottobre 2007
Devo stare calma.
Devo finire un copione in quattro giorni, ma starò calma.
Dovevo finire il paragrafo della tesi oggi, ma starò calma.
Il telefono erutta pretese in voce di donne, ma starò calma.
Domani è già sabato, ma starò calma.
Sto per essere travolta da uno dei miei fottutissimi entusiasmi, ma mi fodererò di cemento e mi metterò le ventose sotto i piedi e uscirò molto con chicco, e starò calma.
Mia madre è convinta che lo spostamento della tovaglietta sotto il cesto della frutta di un quarto di giro rispetto alla sua angolazione naturale sia definibile "cos'è questo macello?", ma io starò calma.
Dovrei andare a nuotare ma non ho tempo, quindi sbaraglio il nervoso infilando perline e arrotolando fili d'argento, ammonticchiando oggetti da vendere, ma starò calma.
Devo fare troppe cose, ce ne sono troppe che vorrei ulteriormente fare, ma starò calmissima.
Devo finire un copione in quattro giorni, ma starò calma.
Dovevo finire il paragrafo della tesi oggi, ma starò calma.
Il telefono erutta pretese in voce di donne, ma starò calma.
Domani è già sabato, ma starò calma.
Sto per essere travolta da uno dei miei fottutissimi entusiasmi, ma mi fodererò di cemento e mi metterò le ventose sotto i piedi e uscirò molto con chicco, e starò calma.
Mia madre è convinta che lo spostamento della tovaglietta sotto il cesto della frutta di un quarto di giro rispetto alla sua angolazione naturale sia definibile "cos'è questo macello?", ma io starò calma.
Dovrei andare a nuotare ma non ho tempo, quindi sbaraglio il nervoso infilando perline e arrotolando fili d'argento, ammonticchiando oggetti da vendere, ma starò calma.
Devo fare troppe cose, ce ne sono troppe che vorrei ulteriormente fare, ma starò calmissima.
giovedì 25 ottobre 2007
domenica 21 ottobre 2007
God yeah.
Ci sarebbe da parlare del meraviglioso sushi di shiro-neee, della lucidità di questi giorni di vento, della beta che mi meraviglia sempre, invece parlo solo di uno dei libri che ho comprato ieri.
Anna Maria Ortese, Corpo Celeste.
«Restituire al reale, nostro paese compreso, il significato di appartenenza a un’altra realtà, più vasta e inconoscibile, con la quale sembrerebbe necessario, per rinnovarsi, confrontarsi ogni tanto».
Anna Maria Ortese, Corpo Celeste.
venerdì 19 ottobre 2007
martedì 16 ottobre 2007
how ridiculous
uahahahahah!!!!!!
| You Are Amy Lee! |
![]() Gothy, expressive, woman-in-pain Who looks damn good in a corset "When you cried I'd wipe away all of your tears When you'd scream I'd fight away all of your fears" |
giovedì 11 ottobre 2007
S.
Nella mia vita una cosa è certamente riuscita: i miei rapporti con Sartre. In più di trent'anni, solo una volta ci siamo addromentati in disaccordo. Questa lunga unione non ha attenuato l'interesse che le nostre conversazioni ancor oggi suscitano in noi; un'amica ha notato l'attenzione con cui, sempre, ciascuno di noi ascolta l'altro. D'altra parte i nostri pensieri si sono così assiduamente criticati, corretti, sostenuti a vicenda, da diventare comuni a entrambi. Abbiamo dietro di noi uno stock indiviso di ricordi, di conoscenze, di immagini; per afferrare il senso del mondo disponiamo degli stessi strumenti, delle stesse chiavi: capita spesso che uno di noi completi la frase cominciata dall'altro; se una domanda ci viene posta, ci accade di formulare insieme la stessa risposta. Partendo da una parola, da una sensazione, da un'ombra, percorriamo lo stesso cammino interiore, e arriviamo simultaneamente a una conclusione -un ricordo, un accostamento- che per una terza persona può essere del tutto imprevista.
(..)
So che sono una profittatrice, soprattutto per la cultura che ho ricevuto e le possibilità che essa mi ha dato. Direttamente non sfrutto nessuno, ma tutti quelli che acquistano i miei libri beneficiano di un'economia fondata sullo sfruttamento. Sono complice dei privilegiati e compromessa da loro, per questo ho vissuto la guerra d'Algeria come un dramma personale. Quando si abita un mondo ingiusto è inutile sperare che esista un qualunque mezzo per purificarsi dall'ingiustizia; bisognerebbe cambiar mondo, ma non ne ho il potere. Soffrire di queste contraddizioni non serve a nulla; dimenticarle, è smentirsi. Ma la conseguenza del mio atteggiamento è un grande isolamento; la mia condizione oggettiva mi taglia fuori dal proletariato, e il modo in cui vivo questa condizione soggettivamente mi oppone alla borghesia.
Quasi tutte le cose belle sono state create per i privilegiati, da privilegiati i quali, anche se hanno sofferto, hanno avuto la possibilità di esprimersi con le loro sofferenze: esse mascherano lo scandalo della sventura vera e propria.
Il fatto è che adesso conosco la verità della condizione umana: i due terzi dell'umanità ha fame. La mia specie è costituita, per due terzi, di larve, troppo deboli per la rivolta, che si trascinano dalla nascita alla morte in una disperazione crepuscolare.
(Simone de Beauvoir, epilogo a La forza delle cose)
giovedì 4 ottobre 2007
imparare
Imparare.
Chi sta imparando qualcosa qui? E cosa stiamo imparando? io cosa sto imparando, per quale ragione, e come mi accade?
Le cose vere le ho imparate da sola.
Mi isterizzano le deduzioni altrui.
Le cose vere le ho imparate nei luoghi più impensati, dalle persone meno adatte.
La cosa più vera che ho imparato è imparare a resistere.
Imparare.
Imparare a imparare.
Imparare a scrivere. Perchè non si smette mai di poter pulire una frase.
Imparare a rendere giustizia ai morti. Per tutte le cose che mi stanno insegnando.
Imparare a chinarmi sul disegno di un bambino e dirgli che non so disegnare neanche io. Perchè bisogna essere onesti.
Imparare ad essere bella. Perchè la bellezza è sempre una via di fuga. E fuggire serve sempre.
Imparare a fare un'iniezione. Perchè altrimenti potrebbe non esserci nessun altro.
Imparare a rimuovere gli insetti vivi e morti dai miei dintorni. Perchè qualcuno ne ha più paura, o perchè sono vivi e non voglio ucciderli.
Imparare a cucinare. Perchè mi avete rotto il cazzo con le vostre insinuazioni. Perchè le persone che amo devono mangiare bene, e se non c'è nessun altro, lo faccio io.
Imparare a guardarti negli occhi, D. Perchè non ti concederei mai di sopraffarmi.
Imparare a cantare. Perchè mi avete rotto il cazzo tutti quanti, anche in questo caso.
Immaginare di imparare a baciare una donna. Perchè abbiamo creato un mondo che nessun altro ha.
Imparare a smettere di ricordare, P. Perchè mi stai inchiodando a qualcosa che non voglio più.
Imparare a usare tutte le armi possibili. Perchè c'è una promessa da rispettare.
Imparare ad amare. Perchè sennò sono una fallita.
Imparare ad aspettarti, S. Perchè qualcosa me lo dice.
Imparare a parlare. Perchè non lo so fare. Non davvero. Mai davvero.
Chi sta imparando qualcosa qui? E cosa stiamo imparando? io cosa sto imparando, per quale ragione, e come mi accade?
Le cose vere le ho imparate da sola.
Mi isterizzano le deduzioni altrui.
Le cose vere le ho imparate nei luoghi più impensati, dalle persone meno adatte.
La cosa più vera che ho imparato è imparare a resistere.
Imparare.
Imparare a imparare.
Imparare a scrivere. Perchè non si smette mai di poter pulire una frase.
Imparare a rendere giustizia ai morti. Per tutte le cose che mi stanno insegnando.
Imparare a chinarmi sul disegno di un bambino e dirgli che non so disegnare neanche io. Perchè bisogna essere onesti.
Imparare ad essere bella. Perchè la bellezza è sempre una via di fuga. E fuggire serve sempre.
Imparare a fare un'iniezione. Perchè altrimenti potrebbe non esserci nessun altro.
Imparare a rimuovere gli insetti vivi e morti dai miei dintorni. Perchè qualcuno ne ha più paura, o perchè sono vivi e non voglio ucciderli.
Imparare a cucinare. Perchè mi avete rotto il cazzo con le vostre insinuazioni. Perchè le persone che amo devono mangiare bene, e se non c'è nessun altro, lo faccio io.
Imparare a guardarti negli occhi, D. Perchè non ti concederei mai di sopraffarmi.
Imparare a cantare. Perchè mi avete rotto il cazzo tutti quanti, anche in questo caso.
Immaginare di imparare a baciare una donna. Perchè abbiamo creato un mondo che nessun altro ha.
Imparare a smettere di ricordare, P. Perchè mi stai inchiodando a qualcosa che non voglio più.
Imparare a usare tutte le armi possibili. Perchè c'è una promessa da rispettare.
Imparare ad amare. Perchè sennò sono una fallita.
Imparare ad aspettarti, S. Perchè qualcosa me lo dice.
Imparare a parlare. Perchè non lo so fare. Non davvero. Mai davvero.
lunedì 1 ottobre 2007
in the dim reddish light
Una mano
scosta
tenda
e scopre
la grazia
dei tuoi occhi
nudi
il vociare
dei miei colori
urlanti
e scopre
che
tra code di gallo
e ore felici
alla luce di una candela
mi fai dono
del tuo silenzio
scosta
tenda
e scopre
la grazia
dei tuoi occhi
nudi
il vociare
dei miei colori
urlanti
e scopre
che
tra code di gallo
e ore felici
alla luce di una candela
mi fai dono
del tuo silenzio

