Io un giorno verrò.
Mi fermerò sotto il fico. Mi siederò alle sue radici e lo guarderò. Ci sarà nella sua faccia di legno la storia e io la guarderò.
Voglio guardare l'orrore e vederne i perduti confini.
Vorrei sedermi di fronte a te e aspettare, che parole ti sorgano, inutili.
Per curiosità di scoprire quale parola scegli, a dire questo.
Vodafone. E'tutto intorno a te.Vorrei e dovrebbero venire a te,
giorno per giorno,
tutte le donne del mondo a sentire spiegazioni.
Shaharazad conserva raccontando la sua testa, che tu raccontando la perda, ti venga tagliata dalla lama del ricordo.
Non da noi ti verrà tagliata ma da te.
Ma davanti al fico non ci sarai.
Lì dove tutto hai condensato resterà soltanto la dignità del silenzio.
Dove hai preso come ormai si prende, impadronendosi.
Per tutto il resto c'è Mastercard.Sotto il fico c'è la tua morte,
la tua non quella di altri perchè è morte vera solo quella che ci diamo noi, il resto è vita altra, vita diversa celeste azzurrina.
Lì c'è la tua lapide di Avemarie maledette, la Madonna che hai invocato subito dopo averla uccisa e che ti ha guardato prima dopo durante.
Con Cuki si può.Dici che nei sogni ti ha detto coprimi, ho freddo.
Questo mi da freddo la notte, questo mi da lacrime e un tremore che mi schiaccia.
E mentre lei ha freddo tu ti copri, copri tutto.
Nuova Mercedes Classe B. Il rispetto bisogna meritarselo.A te piccolina non so se servano le preghiere. Le sento appese tintinnanti come sonagli al vento.
Mi canto allora queste parole, da sempre nel mio cuore:
...so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: e dei caduti che ne facciamo? Perché sono morti? Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti e soltanto per loro la guerra è finita davvero.(Cesare Pavese, La casa in collina)