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Hope you enjoy reading.

martedì 23 dicembre 2008

I wish you a merry christmas




(in ordine alfabetico:)

Ad Alberto 'I tre moschettieri' di Alexandre Dumas, perchè dietro all'apparenza casinara e goliardica secondo me si nasconde un cavaliere d'altri tempi.

ad Alè 'Raindrops keep fallin' on my head', perchè 'cryin's not for me
'Cause I'm never gonna stop the rain by complainin', because I'm free and
nothin's worryin' me'
, e perchè sa condividere con me molti incanti.

A Fabio il panino Isalfmo (lime, philadelphia, avocado e un ingrediente che non ricordo più, ahimè...) e Hard Sun di Eddie Vedder, perchè è la canzone di viaggio e di amore più bella che io abbia mai sentito.

A Marcello 'I'll be seeing you' nella versione di Ella Fitzgerald perchè ci starebbe gran bene con una bottiglia di vino e le stelle.

"Ho preso l'abitudine di riordinare i ricordi della mia vita facendo il conto dei fidanzati e dei libri." Un libro che inizia così il libro che regalerei a Testa Bislacca, perchè 'si scrive sempre contro la morte.'.

Buon Natale a tutti,
Lav.

giovedì 18 dicembre 2008

senza peli sulla lingua.

Un mio consanguineo di stretto grado, nell'età degli anta, che quando ero bambina soleva caricarmi in spalla e portarmi a vedere i pesci rossi al negozio di animali, mi aggiunge ai suoi amici di facebook, permettendomi così di scoprire che egli stesso è membro del gruppo 'la figa è come il kiwi, senza pelo si mangia meglio'.

La cosa mi fa sorgere alcune riflessioni:

1. come cambiano le persone a seconda del punto di vista da cui le guardi.

2. perchè le donne vengono sempre invitate a depilarsi le parti intime dietro al bieco ricatto - chimeroso, magari - di una migliore prestazione orale, e ciò agli uomini non viene mai chiesto?
Ora mi rendo conto che per una questione morfologica forse possa essere più difficile depilare un uomo che una donna, ma sono duemila e più anni che noi donne ci serviamo della nobile arte del pompino per gli scopi più disparati, e non necessariamente sempre altruistici, senza fare storie.
E' uno di quei jolly universali, come 'il plasticismo delle forme' nell'interrogazione di arte, ctrlaltcanc quando si inceppa il computer, le videocassette con i bambini e il tubino nero per gli appuntamenti al buio.

E se non facciamo storie noi, potete evitare di fare i sofistici anche voi, e perdonarci se riteniamo di avere occupazioni più urgenti che fare lo stencil alle nostre parti intime ricavando motivi ornamentali eccitanti dalla tosatura della nostra peluria.

martedì 16 dicembre 2008

vita da strega




Lavinia passeggia con l'Augusta Madre.
Incontra una conoscente.

Conoscente: oh.. ma adesso che ti guardo bene: come somigli a Sabrina...

Lav: sta per dire 'si, a Sabrina la strega.. lo dicono tutti...'

Mamma di Lav, accigliata, levando la parola a Lav: guardi che mia figlia non somiglia per niente alla Ferilli.

Ma come le vengono certe cose? Certo che non somiglio alla Ferilli. O meglio, somiglio alla Ferilli come somiglio a Lapo Elkann.

E dire che fu lei per prima, anni fa, a starnazzare dalla tromba delle scale 'Accendisulseic'èunachetisomigliaaaaaaaaa!', e poi a ribadirmi per mesi che eravamo proprio uguali, comprese la stregonaggine, l'abbigliamento hippy e il fidanzato tontolone.

lunedì 15 dicembre 2008

through the looking-glass

La lente degli occhiali salta via mentre tutta giuliva mi reco a un pranzo, sfruttando le mie tre ore buche.

Chiedo all'uomo seduto al posto del guidatore se per caso non ha del filo di nylon e un coltellino.
Mi chiede se penso di uscire con MacGyver.

Considero l'ipotesi di tornare a far lezione con una benda da pirata.
Considero poi che se lo fa Gwen Stefani è una figa della miseria, se lo faccio io causerei un'ondata di ilarità generale.

Considero di andare da un ottico, ma è lunedi mattina e sono tutti chiusi.

Considero di andare in un ristorante cinese: indubbiamente se ordino un riso alla cantonese vi troverò dentro anche un cacciavite.

Considero di girare abbondante scotch intorno agli occhiali e con aria di napoleonico orgoglio ritorno a fare lezione.

Passano 3 minuti prima che la prima bambina mi chieda 'Come mai hai dello scotch sugli occhiali?'.
Rispondo che è per ricordarmi un fioretto che devo fare, di non fare domande poco intelligenti e di tornare a lavorare che sennò te lo ritiro e te lo do a giugno e chiamo i tuoi genitori e lo scrivi cento volte sul quaderno per domani e esci dalla classe e il corso di teatro non è mica un gioco e pensa ai bambini che non hanno niente da mangiare.

Ore dopo, mi appresto dall'ottico.

Ottico (tornando dopo aver reinserito la lente nel legittimo alloggio): signorina, ho fatto quello che ho potuto. Adesso, va bene che c'è la recessione, ma le sembra il caso che una signorina come lei vada in giro con degli occhiali così?

venerdì 12 dicembre 2008

Puelladi



La costellazione delle Puelladi.


Janie's got a gun, and Lavinia's got her stars.

martedì 9 dicembre 2008

minima animalia



Lavinia: Come si chiama questo animale? lo abbiamo detto la volta scorsa.

C:------

Lavinia: E' lo s...

C:-------

Lavinia: E' lo sccccc...

C:------

Lavinia: E' lo sco...

C: (con sommo orgoglio): E' lo sconiglietto!!!

lunedì 8 dicembre 2008

la zoca di strii


(Il traffico per tornare a casa)


Tra le molte cose che non ho raccontato con calma (come se tutti voi foste lì tutto il giorno a pettinare bambole e a chiedervi cosa fa Lavinia), c'è non solo la storia di come sono diventata un'istitutrice, ma anche di come sono andata a trovare casa in un paesino di 1000 anime della Valle d'Intelvi.

Un giorno d'estate Rita mi dice distrattamente che le spose di Schignano si vestono di nero. Ovviamente non le credo, mi convinco che sia una sua fantasia o una di quelle notizie che lei legge e riassesta nella sua testa per suo uso e consumo (l'ultima è l'esistenza di un enzima della carne dal nome fantasmagorico di 'cadaverina'..)

Ricerche successive sulla mia nuova Heimat mi confermano che le spose di Schignano si sono sempre vestite di nero.

E solo a me poteva capitare di andare a stanziarmi in un paese in cui le spose si vestono di nero, onestamente.

domenica 7 dicembre 2008



'E così, quando lui mi ha fatto capire che con me ci sarebbe pure stato, ma che era una storia destinata a finire, io ho deciso che poteva anche finire subito e improvvisamente mi sono sentita come se fosse il 25 Aprile'.


Così una mia collega ed amica mentre bevevamo un teh dopo un anno di mancata frequentazione.

Così io.

Che c'è una sola cosa che ho in comune con J-Ax, ed è che a un certo punto, 'in culo al mondo'.

Che posso passare i miei sabati mattina a studiare la danza classica a 25 anni senza che nessuno mi dica che sto buttando il mio tempo.

Che sono stata liberata da 13 anni di sudditanza all'emicrania e alla cefalea ad opera di un osteopata. E non devo più chiedere scusa a nessuno se ho dovuto andare dallo 'stregone' per sperimentare la libertà da un dolore cronico.

Che mi metto a piangere in bagno dopo un'improvvisazione con un mio allievo. E non devo più spiegare a nessuno perchè un disabile può essere perfino meglio di un attore.

Che non ho più cazzi di sentirmi dire chi si deve amare, e come, e quanto. Ma soprattutto come, perchè il mio 'come' non è mai quello adatto.

Che progetto uno studio teatrale per persone omosessuali, e non ti devo dire ne perchè nè per come, e non è affar mio se pensi che lo faccio per eludere la concorrenza o per sentirmi rebel inside o se è perchè sono la frichettona doc che trovi alla fiera di Senigallia.

Che posso passare un pomeriggio intero a casa di una ragazza che ho visto una sola volta della mia vita, a parlare della questione morale delle BR. E non devo più sentirmi maledettamente fuori posto di fronte a nessuno se mi viene chiesto 'di cosa avete parlato?'.

Che con gratitudine mi sento dire che sono perfetta come 'la fidanzata e il contrario della fidanzata', senza più fottutissimi sensi di colpa.

Che non me ne frega più una beneamata fava di farti pensare che sono una con cui vale la pena uscire.

Che ricomincio a indossare le mie gonne da Alice nel Paese delle Meraviglie unite agli stivali da puttana del metal (neologismo Nignae). O i pantaloni e le magliette ipercolorate di Zara Kids. E non è un problema mio se non ti sembro sexy o rampante o, perchè non voglio proprio sembrarti niente.

Che non devo chiedere il permesso a nessuno per mandare a fare in culo ciò che non rispecchia i miei ideali, perchè io a differenza di molti mi sono conquistata lo spazio di sicurezza per poter scegliere.

Che non me ne frega più niente se pensi che io sono nata sotto buona stella e la mia vita è dorata. Se lo è, non lo è certo per merito tuo.

Che non devo più spiegare a nessuno perchè il mio sabato sera migliore è in una casetta sui monti a cantare i canti di natale con una manica di musicisti inglesi sessantenni.

Che mi viene da ridere per il sarcasmo di tutti quelli che hanno detto 'eh, ma tu sei una che sopravvive sempre'. Come se dovessi sentirmi in colpa perchè non siete riusciti a farmi a pezzi.

Che frana tutta la musica del mondo nel mio corpo,
nei ritmi ossessivi la chiave dei ritmi tribali
io guardo chi mi pare e ballo quanto mi pare
e grazie a Dio
ho perso tutto
ma non questo

non questo.

venerdì 5 dicembre 2008

mi vien da ridere

Avevo promesso che sarei tornata con argomenti più lieti, e questo, vi assicuro, fa proprio ridere.

Domani la piccola Lavinia si reca alla prima lezione di danza classica.
E' un pò tardi, direte voi, avvicinarsi alle punte alla venerabile età di 26 anni.

E invece no: l'allenatore ha manipolato le mie giunture come se fossero i bastoncini dello shangai e ha proclamato che sono flessibile come una sedicenne e che le mie anche possiedono un encomiabile en-dehors naturale.
Sarebbe come dire che cammino come una papera, ma in francese suona bene.

Colpita infatti da un dirompente zelo gesuitico, ho deciso che la mia formazione artistica è ancora troppo lacunosa e mi sono dunque buttata a capofitto a rimediare, con la consueta moderazione che mi contraddistingue. Accantonati i gonnellini delle danze arabe e dimenticati i forsennati ritmi tarantati, domani mi eleverò leggiadra come le creaturine di cui sotto.

E, come dice una mia allieva: 'mi vien da ridereeee!!!!'

giovedì 4 dicembre 2008

fuochi al cielo.

Poi tornerò a sollazzarvi con argomenti più faceti.
Ma al momento devo notiziarvi di una cosa della cui serietà giudicherete a vostro piacimento.
Di questo, infatti, siamo tutti al corrente.

Di questa altra perla di umanità, invece, forse siamo al corrente solo noi addetti ai lavori.

E dire che 'quello che farete al più piccolo tra voi, l'avrete fatto a me.'