Un mio consanguineo di stretto grado, nell'età degli anta, che quando ero bambina soleva caricarmi in spalla e portarmi a vedere i pesci rossi al negozio di animali, mi aggiunge ai suoi amici di facebook, permettendomi così di scoprire che egli stesso è membro del gruppo 'la figa è come il kiwi, senza pelo si mangia meglio'.
La cosa mi fa sorgere alcune riflessioni:
1. come cambiano le persone a seconda del punto di vista da cui le guardi.
2. perchè le donne vengono sempre invitate a depilarsi le parti intime dietro al bieco ricatto - chimeroso, magari - di una migliore prestazione orale, e ciò agli uomini non viene mai chiesto?
Ora mi rendo conto che per una questione morfologica forse possa essere più difficile depilare un uomo che una donna, ma sono duemila e più anni che noi donne ci serviamo della nobile arte del pompino per gli scopi più disparati, e non necessariamente sempre altruistici, senza fare storie.
E' uno di quei jolly universali, come 'il plasticismo delle forme' nell'interrogazione di arte, ctrlaltcanc quando si inceppa il computer, le videocassette con i bambini e il tubino nero per gli appuntamenti al buio.
E se non facciamo storie noi, potete evitare di fare i sofistici anche voi, e perdonarci se riteniamo di avere occupazioni più urgenti che fare lo stencil alle nostre parti intime ricavando motivi ornamentali eccitanti dalla tosatura della nostra peluria.
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giovedì 18 dicembre 2008
lunedì 15 dicembre 2008
through the looking-glass
La lente degli occhiali salta via mentre tutta giuliva mi reco a un pranzo, sfruttando le mie tre ore buche.
Chiedo all'uomo seduto al posto del guidatore se per caso non ha del filo di nylon e un coltellino.
Mi chiede se penso di uscire con MacGyver.
Considero l'ipotesi di tornare a far lezione con una benda da pirata.
Considero poi che se lo fa Gwen Stefani è una figa della miseria, se lo faccio io causerei un'ondata di ilarità generale.
Considero di andare da un ottico, ma è lunedi mattina e sono tutti chiusi.
Considero di andare in un ristorante cinese: indubbiamente se ordino un riso alla cantonese vi troverò dentro anche un cacciavite.
Considero di girare abbondante scotch intorno agli occhiali e con aria di napoleonico orgoglio ritorno a fare lezione.
Passano 3 minuti prima che la prima bambina mi chieda 'Come mai hai dello scotch sugli occhiali?'.
Rispondo che è per ricordarmi un fioretto che devo fare, di non fare domande poco intelligenti e di tornare a lavorare che sennò te lo ritiro e te lo do a giugno e chiamo i tuoi genitori e lo scrivi cento volte sul quaderno per domani e esci dalla classe e il corso di teatro non è mica un gioco e pensa ai bambini che non hanno niente da mangiare.
Ore dopo, mi appresto dall'ottico.
Ottico (tornando dopo aver reinserito la lente nel legittimo alloggio): signorina, ho fatto quello che ho potuto. Adesso, va bene che c'è la recessione, ma le sembra il caso che una signorina come lei vada in giro con degli occhiali così?
Chiedo all'uomo seduto al posto del guidatore se per caso non ha del filo di nylon e un coltellino.
Mi chiede se penso di uscire con MacGyver.
Considero l'ipotesi di tornare a far lezione con una benda da pirata.
Considero poi che se lo fa Gwen Stefani è una figa della miseria, se lo faccio io causerei un'ondata di ilarità generale.
Considero di andare da un ottico, ma è lunedi mattina e sono tutti chiusi.
Considero di andare in un ristorante cinese: indubbiamente se ordino un riso alla cantonese vi troverò dentro anche un cacciavite.
Considero di girare abbondante scotch intorno agli occhiali e con aria di napoleonico orgoglio ritorno a fare lezione.
Passano 3 minuti prima che la prima bambina mi chieda 'Come mai hai dello scotch sugli occhiali?'.
Rispondo che è per ricordarmi un fioretto che devo fare, di non fare domande poco intelligenti e di tornare a lavorare che sennò te lo ritiro e te lo do a giugno e chiamo i tuoi genitori e lo scrivi cento volte sul quaderno per domani e esci dalla classe e il corso di teatro non è mica un gioco e pensa ai bambini che non hanno niente da mangiare.
Ore dopo, mi appresto dall'ottico.
Ottico (tornando dopo aver reinserito la lente nel legittimo alloggio): signorina, ho fatto quello che ho potuto. Adesso, va bene che c'è la recessione, ma le sembra il caso che una signorina come lei vada in giro con degli occhiali così?
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venerdì 5 dicembre 2008
mi vien da ridere
Avevo promesso che sarei tornata con argomenti più lieti, e questo, vi assicuro, fa proprio ridere.
Domani la piccola Lavinia si reca alla prima lezione di danza classica.
E' un pò tardi, direte voi, avvicinarsi alle punte alla venerabile età di 26 anni.
E invece no: l'allenatore ha manipolato le mie giunture come se fossero i bastoncini dello shangai e ha proclamato che sono flessibile come una sedicenne e che le mie anche possiedono un encomiabile en-dehors naturale.
Sarebbe come dire che cammino come una papera, ma in francese suona bene.
Colpita infatti da un dirompente zelo gesuitico, ho deciso che la mia formazione artistica è ancora troppo lacunosa e mi sono dunque buttata a capofitto a rimediare, con la consueta moderazione che mi contraddistingue. Accantonati i gonnellini delle danze arabe e dimenticati i forsennati ritmi tarantati, domani mi eleverò leggiadra come le creaturine di cui sotto.
E, come dice una mia allieva: 'mi vien da ridereeee!!!!'
Domani la piccola Lavinia si reca alla prima lezione di danza classica.
E' un pò tardi, direte voi, avvicinarsi alle punte alla venerabile età di 26 anni.
E invece no: l'allenatore ha manipolato le mie giunture come se fossero i bastoncini dello shangai e ha proclamato che sono flessibile come una sedicenne e che le mie anche possiedono un encomiabile en-dehors naturale.
Sarebbe come dire che cammino come una papera, ma in francese suona bene.
Colpita infatti da un dirompente zelo gesuitico, ho deciso che la mia formazione artistica è ancora troppo lacunosa e mi sono dunque buttata a capofitto a rimediare, con la consueta moderazione che mi contraddistingue. Accantonati i gonnellini delle danze arabe e dimenticati i forsennati ritmi tarantati, domani mi eleverò leggiadra come le creaturine di cui sotto.
E, come dice una mia allieva: 'mi vien da ridereeee!!!!'
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martedì 15 luglio 2008
come what may
Adesso Lavinia si mette a piangere per un paio d'ore.
E nessuno mi venga a dire che non dovrei
E perchè la cosa mi venga bene, rivedo anche le mia scena cult.
Che la scena si svolga in un teatro, che lo scrittore idealista cerchi di vincere il cuore della donna di spettacolo vendutasi alle circostanze, che le legga i propri brani, che lei sostenga "love is just a game" e insieme non desideri altro che di essere convinta, sarà certo una casualità che mi salta all'occhio solo ora.
Speriamo quantomeno di non morire di tisi, porca miseria.
E nessuno mi venga a dire che non dovrei
E perchè la cosa mi venga bene, rivedo anche le mia scena cult.
Che la scena si svolga in un teatro, che lo scrittore idealista cerchi di vincere il cuore della donna di spettacolo vendutasi alle circostanze, che le legga i propri brani, che lei sostenga "love is just a game" e insieme non desideri altro che di essere convinta, sarà certo una casualità che mi salta all'occhio solo ora.
Speriamo quantomeno di non morire di tisi, porca miseria.
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mercoledì 2 luglio 2008
laviaggiatrice
(si prega di notare la collana handmade ritratta nella foto).
Lavinia sta per mettersi in viaggio.
Per dove non le è dato di sapere.
Giacchè Lord Richard ha deciso "ti faccio la valigia, ti carico in macchina, e partiamo".
Nel rispetto del diritto di voto alle donne, mi è stato tuttavia concesso, con esorbitante magnanimità, di decidere se avere un 'pranzo imperiale' o una 'cena imperiale', e sulla questione di prenotare un rifugio per la notte, o di avventurarsi alla ricerca fortunosa.
(questioni paurosamente liminali, ne convengo...)
Da tutto ciò si evince che Slavinia tanto più è felice, tanto più si fa inutilmente e tignosamente polemica.
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noichenonsiamopolemiche,
slavinia
venerdì 27 giugno 2008
aaaargh
Dio, ti prego, fammi smettere di essere una donna.
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'sticazzi,
slavinia,
the shortest way to lesbo
sabato 21 giugno 2008
pieces of me
L: ..l'orale si faceva con un altro candidato, io mi sono scelta una ragazza indiana...
R: (interrompendo Lavinia con un sospiro ben udibile) Figuriamoci se in una stanza piena zeppa di italiani, tu non facevi la scelta terzomondista...
(Per la serie "rassegnamoci, mi sono scelto proprio una cazzo di pisendlovv")
------
Mamma: Lavinia, ho comprato degli slip neri di cotone che mi vanno stretti, te li lascio cosi li usi tu. Certo, non sono molto il tuo genere...
Lavinia: in che senso?
Mamma: nel senso che sono... beh.. casti.
(Per la serie "rassegnamoci, mia figlia voleva fare la coniglietta di playboy)
Se è vero che conosciamo noi stessi nello sguardo di coloro che abbiamo intorno, nel mio caso emergono dettagli evidentemente inquietanti.
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slavinia
sabato 14 giugno 2008
autocoscienza maschile
Scena I
interno Stanga
R: ... e quindi pensa, lui era così sotto per questa che un giorno lei lo chiama e gli dice "scusa sai, ma per colazione ho pensato che mi andrebbero delle fragole, non è che vai a prendermele?" e lui parte e gira tutta la città per cercare le fragole a lei...
L: (sbattendo l'Irish coffee sul tavolo) Ma porco giuda! io non le capisco le donne così! io non riuscirei mai a fare e dire cose di quel genere! Ma mi vergognerei! (ad libitum)
Scena II
esterno automobile
R: ... e comunque,onestamente, se domani mattina tu ti svegli e mi dici che vuoi le fragole, fanculo: io vado a cercarle.
Ho sempre avuto un debole per gli atti di onestà intellettuale.
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venerdì 13 giugno 2008
nobody's (house)wife
Zia Velina: ma come mai studia ancora Lavinia, che si è laureata due mesi fa?
Madre: che ti devo dire, tra un pò mi metterà i libri in padella insieme alla bistecca per continuare a leggere...
(l'uscita riecheggia il più verace "ma tu leggi anche mentre trombi?" di qualche anno fa)
--------------------------------
Madre (tra sè e sè convinta di non essere sentita): è così intelligente, come fa a non capire come funziona una pentola a pressione...
-------------------------------
Lavinia (tra sè e sè, mimando i gesti che preludono all'Iniezione alla Madre): cotone, pizzicotto, risucchio, iniezione, spizzicotto, cotone... cotone, pizzicotto, risucchio, iniezione, spizzicotto, cotone...
Medico (arrivando truffaldino alle spalle): Guardi che deve fare un'iniezione, mica ballare al Bolsoj.
Lavinia, sdegnosa: Il corpo impara prima della mente.
(esce con camminata alla Adelina QuaQua)
Medico fissa il vuoto.
Madre: che ti devo dire, tra un pò mi metterà i libri in padella insieme alla bistecca per continuare a leggere...
(l'uscita riecheggia il più verace "ma tu leggi anche mentre trombi?" di qualche anno fa)
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Madre (tra sè e sè convinta di non essere sentita): è così intelligente, come fa a non capire come funziona una pentola a pressione...
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Lavinia (tra sè e sè, mimando i gesti che preludono all'Iniezione alla Madre): cotone, pizzicotto, risucchio, iniezione, spizzicotto, cotone... cotone, pizzicotto, risucchio, iniezione, spizzicotto, cotone...
Medico (arrivando truffaldino alle spalle): Guardi che deve fare un'iniezione, mica ballare al Bolsoj.
Lavinia, sdegnosa: Il corpo impara prima della mente.
(esce con camminata alla Adelina QuaQua)
Medico fissa il vuoto.
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lunedì 9 giugno 2008
la gente è scema
"In caso di emergenza, il personale infermieristico è pregato di non diffondere il panico"
(cartello nel cucinino delle infermiere in clinica.)
"Chi finisce la carta igienica, è pregato di mettere un rotolo nuovo"
(cartello nel bagno degli educatori al centro diurno disabili)
E se gli infermieri hanno bisogno di sentirsi dire che non devono diffondere il panico, e gli educatori che finito un rotolo di carta igienica se ne mette un altro, ho proprio ragione io: figa, la gente è scema.
domenica 1 giugno 2008
martedì 27 maggio 2008
come here babe
Lavinia si cosparge il capo di cenere.
E si vergogna di aver malpensato.
E per farsi perdonare, va sostenendo che
(Certe cose le dico così bene che non sembro neanche io).
E si vergogna di aver malpensato.
E per farsi perdonare, va sostenendo che
"i ricordi possono diventare più belli ancora. Le canzoni, possono essere cantate e ascoltate con più cuore"
(Certe cose le dico così bene che non sembro neanche io).
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mercoledì 14 maggio 2008
Rosarosae
Rosa che rosa non sei, rosa che spine non hai.
Rosa che spine non temi, che piangi e che tremi, che vivi e che sai.
Rosa che non mi appartieni, che sfiori, che vieni, che vieni, che vai.
Rosa che rose non vuoi, rosa che sonno non hai.
Rosa di tutta la notte, che tutta la notte non basterà mai.
Rosa che non mi convieni, che prendi e che tieni, che prendi e che dai.
Rosa che dormi al mattino e venirti vicino non oso.
Rosa che insegni il cammino alla sposa e allo sposo.
Rosa d'amore padrona, punisci e perdona, non chiuderti mai.
Rosa d'amore signora, digiuna e divora, non perdermi mai.
(F. De Gregori, Rosa Rosae)
Mi viene in mente mentre faccio colazione, il giorno in cui improvvisamente hai preso la chitarra e hai detto "mi è venuta in mente una canzone che parla di te".
L'hai cantata mentre mi lavavo i denti, come se fosse sempre stata lì ad aspettare.
Non l'abbiamo mai più ascoltata o cantata.
Si è nascosta e ha avuto la sfrontatezza di riapparire stamattina.
Insieme ad altro, come per tutta la settimana scorsa.
Ma non è affar mio, dal momento che ho nessun coraggio di domandarmi perchè.
Non ora, non qui, perlamorddiddio.
Non quando sto ancora facendo in conti con l'immagine di me assisa su uno scoglio ligure, in un costume arancione. Che poi a me l'arancione sta fottutamente male, diciamocelo. E la Liguria mi annoia.
Tra poche ore parte un treno e fortunatamente a me bastano pochi chilometri per scappare.
martedì 13 maggio 2008
flickering awareness
Sono una donna banale.
Ma così banale che banalmente non avevo mai pensato di poterlo essere.
L'armamentario di quelle che penso essere peculiarità mie, è un armamentario insulso.
Lo sto pensando seriamente e non è per sentirmi dire che non è vero.
Anche perchè della banalità ci si accorge davanti alle donne.
Ma così banale che banalmente non avevo mai pensato di poterlo essere.
L'armamentario di quelle che penso essere peculiarità mie, è un armamentario insulso.
Lo sto pensando seriamente e non è per sentirmi dire che non è vero.
Anche perchè della banalità ci si accorge davanti alle donne.
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venerdì 9 maggio 2008
astenersi perditempo
Sarò la tua signora,
vestita in raso rosa,
antica come un quadro
bella, altera e un pò sdegnosa,
il passero che a sera danza sui ginocchi tuoi...
(R.Vecchioni, Ritratto di signora in raso rosa)
A.A.A. FINTO QUASI-FIDANZATO CERCASI:
(per l'esatta definizione della qualifica di "Quasi", chiedasi a Chicco via il presente blog)
per la sera del 22 maggio, in occasione di una serata culturale fuori Milano.
Il candidato ideale presenta alcune caratteristiche di base:
- è alto, atletico, ha mani curate e lineamenti raffinati. Il portamento elegante ai limiti del felino è considerato caratteristica di privilegio.
- sa maneggiare posate di ogni genere per qualunque portata, riconoscendone le peculiarità; non ha l'alito pesante, non bestemmia, è in grado di fingersi galante con le altre donne senza per questo lasciare loro addosso una lingua di bava del genere lumaca alla passeggiata mattutina.
- è potenzialmente in grado di fare carne morta di eventuali altri invitati che vorranno avere la malagrazia di urtarmi in qualsivoglia senso fisico o morale. Attitudine ed esperienza in discipline di combattimento con eventuali risultati di alto profilo agonistico costituiscono in tal senso caratteristica di privilegio.
- ha spiccate attitudini improvvisative in grado di farlo sentire a suo agio rispetto alle colossali panzane che sarà in grado di inventare e sostenere nel corso della serata.
- è in grado di decidere autonomamente di stare zitto nell'attimo prima di proclamare a gran voce che conosce benissimo Tarkovskij, aggiungendo "chi non ricorda il cannoniere della nazionale ucraina del '74!"
- è potenzialmente disponibile ad eventuali effusioni di moderata entità, fino al bacio con lingua incluso, previa autorizzazione della committente espressa attraverso evidenti segni d'intesa. In caso di dubbio il candidato non farà gesti avventati, bensì si recherà in bagno e si premurerà di comunicare le sue intenzioni alla committente stessa a mezzo sms.
Offresi:
- all'occorrenza, prestazione au pair di analoga natura, comprendente la partecipazione i qualità di impeccabile Finta Fidanzata anche in situazioni limite quali: arrivo dei parenti dal Profondo Sud; riunione di vecchi compagni di scuola; convegni e premiazioni formali di diverso genere.
- eleganza, discrezione, presenzialismo sobrio. La star della serata è lui, non io.
- Tubino nero, sguardi complici, sofismi femminili di eccellenza, dedizione di matrice orientale.
E scusate se è poco.
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slavinia
lunedì 21 aprile 2008
kinda celebrating
All these words I don't just say
and nothing else matters.
E arrivare a citare le ballate del metal triste under this pouring rain è sinonimo di veraepropria strutturale tristezza.
Se vado avanti così, dovrò trovarmi un gruppo emo.
sabato 12 aprile 2008
gaudeamus igitur
Cari tutti
mi laureo il 23 aprile a partire dalle 9 15.
Si potrà fare la discussione in acqua, come il parto? mi sentirei meglio.
Vi bacio tutti e vado a drogarmi coi fiori di bach.
Lapiccolav.
mi laureo il 23 aprile a partire dalle 9 15.
Si potrà fare la discussione in acqua, come il parto? mi sentirei meglio.
Vi bacio tutti e vado a drogarmi coi fiori di bach.
Lapiccolav.
Cara Lavinia, ideale nuorina,
così ti laurei e mi diventi una "sciura duturessa".
Brava, anzi bravissima.
Per quanto riguarda l'abbigliamento ti consiglio di indossare il cappello del nostro laboratorio, ( Ho visto che è ancora AL 3 ) in fondo il colore è quello indicato per la laurea.
Il 23 ti penserò, certamente sarai splendida.
Dopo l' alloro spero tu sia più libera, così potremo vederci e raccontarci un sacco di cose.
Ti aspetto e ricorda che devi utilizzare il buono CENA E PERNOTTAMENTO.
Un abbraccio stretto e rosso.
A presto.
Olga.
Passiamo alla tua laurea: ti prometto che farò il possibile perchè ci tengo però ti dico subito che sarà difficile.Ed è un vero peccato perchè ci tenevo davvero. Per ciò che riguarda i tranquillanti ti faccio io incetta di roba che scotta questo pomeriggio in ospedale.
Mi affeziono a te
Vittoria
MERDA!!!!!
ti penserò intensamente !!!
Un bacio
Elena
Carissima,
Intanto penso proprio che dovrei esserci in entrambi le occasioni (ansiogena al matino e allegrissssssssima la sera!!!).Ad una condizione, che il 1° Maggio sarai in San Giovanni con me: per quest'anno lo vivrò da residente e tu non hai Roberto a cui chiedere il permesso!!!!!!!!!!!
senti, la data è oltremodo fausta...i prodromi del 25 aprile, la Liberazione!
ti penserò tantiiiiissimo.
ti bacio tutta bella laureosa!
renata
ciao dolcezza
io e mauro non mancheremo sicuramente alla festa. per il resto tieni duro ti sono vicina, e ricorda non è molto diverso da uno spettacolo di teatro, emozione compresa
tanti bacetti
i.
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slavinia
martedì 8 aprile 2008
celebrities deathmatch
Molo di Porto Cervo.
Lavinia, anni 3, osserva le barche insieme alla sua mamma.
Tra le altre, lo yacht del principe Aga Khan, attorno al quale si assiepa una piccola folla di curiosi.
Lavinia, dopo attenta osservazione delle dimensioni delle boe esterne dello yacht, esclama a gran voce: Mamma, che palle grandi che ha l'Aga Khan!
Galleria Vittorio Emanuele, Milano.
Lavinia, anni 25, cammina trafelata fendendo la folla che manco un salmone che risale la corrente.
Distrattasi per evitare un cinese che tenta di accecarla con l'elicotterino volante che vende a cinque eulo, dà una spallata mostruosa a una passante, travolgendola.
Si volta, dice "oh, scusa, non ti avevo proprio vista!"
Cristiana Capotondi guarda Lavinia con l'aria di non capire come diavolo si faccia a non vedere Cristiana Capotondi.
Lavinia guarda Cristiana Capotondi con l'aria di dire "abbella! non è colpa mia se pesi 36 kg e se ti tira giù anche Don Lurio"
Non è colpa mia se con i famosi ho delle difficoltà di interazione.
Lavinia, anni 3, osserva le barche insieme alla sua mamma.
Tra le altre, lo yacht del principe Aga Khan, attorno al quale si assiepa una piccola folla di curiosi.
Lavinia, dopo attenta osservazione delle dimensioni delle boe esterne dello yacht, esclama a gran voce: Mamma, che palle grandi che ha l'Aga Khan!
Galleria Vittorio Emanuele, Milano.
Lavinia, anni 25, cammina trafelata fendendo la folla che manco un salmone che risale la corrente.
Distrattasi per evitare un cinese che tenta di accecarla con l'elicotterino volante che vende a cinque eulo, dà una spallata mostruosa a una passante, travolgendola.
Si volta, dice "oh, scusa, non ti avevo proprio vista!"
Cristiana Capotondi guarda Lavinia con l'aria di non capire come diavolo si faccia a non vedere Cristiana Capotondi.
Lavinia guarda Cristiana Capotondi con l'aria di dire "abbella! non è colpa mia se pesi 36 kg e se ti tira giù anche Don Lurio"
Non è colpa mia se con i famosi ho delle difficoltà di interazione.
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mercoledì 2 aprile 2008
particulaires
"E adesso parlo io:
vorrei portarti al mare
e dirti tutte quelle cose che non so
dividere e capire"
(Alex Britti, Prendere o Lasciare)
Alla scuola elementare la maestra diceva a mia madre "signora, la sua casa per me è di cristallo", suggerendo il mio peculiare talento per tutte le forme del dire che variamente declinano tra trasparenza, esibizione, pettegolezzo, ingenuità, ecceteraecceteraeccé.
A 25 anni, la ragionevolezza e la fisica delle particelle ci suggeriscono che esista qualcosa tra il "mentire sentendosi profondamente pesanti e mortalmente inappropriati" e il "dire la verità risultando mortalmente pesanti e profondamente inappropriati."
A beccarlo, sto qualcosa...:'sti cazzi.
martedì 1 aprile 2008
seveso suona, io non ascolto

5 apr 2008 21.00
FRANCESCO DE GREGORI PalaFamila - SEVESO (Mi)
17 apr 2008 21.00
GREG BROWN (+ Massimiliano Larocca) PalaFamila - SEVESO (Mi)
18 apr 2008 21.00
GIANMARIA TESTA (+ Andrea Parodi) PalaFamila - SEVESO (Mi)
19 apr 2008 21.00
EILEEN ROSE + MICHAEL MCDERMOTT + TREVES BLUES BAND PalaFamila - SEVESO (Mi)
Li vedrei tutti.
Non vedrei l'ora di vederli tutti.
Ma la musica fa piangere.
L'abbraccio di Antonello fa piangere.
Il sorriso sdentato di Anja.
I mugugni di Gigio e la sua pancia.
Non avere ancora pranzato alle 15 fa venire voglia di piangere.
Il Giulio Cesare di Shakespeare ha sempre fatto piangere.
Allora ci si siede sotto la magnolia, e si piange.
Si è del tutto tristi, e senza sensi di colpa.
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