Ragazzi, c'è ancora speranza.
Oggi, dopo aver attraversato Milano sotto la neve ascoltando il flamenco (una distorsione percettiva da sperimentare, ve lo assicuro) ho affrontato il viaggio di ritorno con un collega.
Che a 36 anni sostiene ancora che avere una vita di coppia è un'esigenza irreprimibile.
E quando gli domando perchè, mi dice 'pensa solo a come ti senti quando ti addormenti e ti svegli al fianco della persona a cui tieni'.
Così, quando mi mancavano ormai due fermate per scendere a San Babila, gli ho chiesto se l'amore eterno esisteva.
E lui ha detto che assolutamente si.
venerdì 28 novembre 2008
mercoledì 26 novembre 2008
bibbidibobbidibou
Tra le varie cose che ho tralasciato di raccontare c'è la storia di come sono diventata l'istitutrice (si, proprio questo: non c'è un termine letterariamente meno spocchioso per definire il mio ruolo)di una bambina di tre anni, con l'incarico ufficiale di insegnarle l'inglese e quello ufficioso di fare tutto il resto.
Ho resistito quando ha urlato come un'aquila per tre minuti ininterrotti, piangendo cinque corsie di lacrime per occhio. Ho resistito pensando che a lei faceva solo bene piangere, che gli yogi dicono che liberi pure i polmoni, e che alla peggio mi sarei beccata una telefonata della vicina.
Ho resistito quando mi ha chiesto di leggerle Cenerentola: mentre leggevo ho resistito al fascino oscuro dell'archetipo e non ci sono cazzi, non è stato mica facile. Per una che calza il 35, poi. E che da una vita desidera che qualcuno la porti a ballare uno di quei balli antichi che nessuno sa fare più, possibilmente prima che quel qualcuno sia suo figlio e la sottoscritta una vecchiaccia con le calze della menopausa e i capelli azzurrini.
Ho resistito e azzittito anche le pedanti vocine nella mia testa che insinuavano che Cenerentola sia una fiaba che puoi raccontare solo se hai finito di leggere questo libro e sei pronta a qualunque genere di domanda e sai cosa devi rispondere in quanto adulta e cosa vorresti sentirti dire in quanto bambina e hai risolto l'equazione tra le due cose.
Ho resistito e ho anche pronunciato la cazzo di faccenda del vissero sempre felici e contenti e poi..
C: Lavinia, cos'è questo?
L: E'il castello del principe.
C: No, dico questo.
L: Ah, è la finestra del castello del principe.
C: Ma no guarda bene, dico questo!
Lavinia con anacronistico gesto presbite infila il naso nella rilegatura del libro per scorgere ciò che i lesti occhietti della sua allieva avevano già scorto.
L:Ah.. beh.. si chiama fuoco artificiale.
(segue simultaneo pensiero:
a) come cazzo le spiego cos'è un fuoco artificiale porca troia ecco il momento in cui vorresti dire 'vai di là e chiedilo a papà tesoro'
b) devo dirglielo che inquinano?)
C: Ma cos'è un fucoficiale?
L: E' come una grande stella che gli uomini lanciano in cielo, ma è una stella che fa una luce fortissima e dura pochissimo. Quest'estate ti porto a vederli.
C: E perchè il principe lancia il fucoficiale?
L: Beh, perchè è la sua festa ed è un giorno importante.
C: perchè ha incontrato Cenerentola?
L: Si.
Segue silenziosa ed attenta analisi della pregevole rifinitura degli interni del castello, come da immagine. Sono pronta a spiegare cos'è un arazzo quando..
C: ma il principe e Cenerentola erano innamorati?
L: Si.
C: e allora quando sono innamorata devo lanciare il fucoficiale?
Sto per dire: che idea geniale se ci fosse la consuetudine sociale di sparare un fuoco artificiale quando uno è certo di essersi innamorato! Quanti spiacevoli fraintendimenti in meno! Che mondo perfetto! Un Nobel per la piccola C.!
(Perchè va bene tutto, ma difficile che un uomo possa dirti di non aver visto un bengala che illumina a giorno tutto il parco sempione. Altresì difficile che gli scappi per caso di esploderne uno scivolatogli dal portafogli.)
Invece dico solo:
L: Beh.. di solito i grandi non lo fanno, ma qualcuno a volte si. E in ogni caso, se ti farà piacere, credo che si possa fare.
C: Ah, va bene. Ma tu l'hai fatto il fucoficiale?
L: In effetti non ci ho mai pensato.
Ho resistito quando ha urlato come un'aquila per tre minuti ininterrotti, piangendo cinque corsie di lacrime per occhio. Ho resistito pensando che a lei faceva solo bene piangere, che gli yogi dicono che liberi pure i polmoni, e che alla peggio mi sarei beccata una telefonata della vicina.
Ho resistito quando mi ha chiesto di leggerle Cenerentola: mentre leggevo ho resistito al fascino oscuro dell'archetipo e non ci sono cazzi, non è stato mica facile. Per una che calza il 35, poi. E che da una vita desidera che qualcuno la porti a ballare uno di quei balli antichi che nessuno sa fare più, possibilmente prima che quel qualcuno sia suo figlio e la sottoscritta una vecchiaccia con le calze della menopausa e i capelli azzurrini.
Ho resistito e azzittito anche le pedanti vocine nella mia testa che insinuavano che Cenerentola sia una fiaba che puoi raccontare solo se hai finito di leggere questo libro e sei pronta a qualunque genere di domanda e sai cosa devi rispondere in quanto adulta e cosa vorresti sentirti dire in quanto bambina e hai risolto l'equazione tra le due cose.
Ho resistito e ho anche pronunciato la cazzo di faccenda del vissero sempre felici e contenti e poi..
C: Lavinia, cos'è questo?
L: E'il castello del principe.
C: No, dico questo.
L: Ah, è la finestra del castello del principe.
C: Ma no guarda bene, dico questo!
Lavinia con anacronistico gesto presbite infila il naso nella rilegatura del libro per scorgere ciò che i lesti occhietti della sua allieva avevano già scorto.
L:Ah.. beh.. si chiama fuoco artificiale.
(segue simultaneo pensiero:
a) come cazzo le spiego cos'è un fuoco artificiale porca troia ecco il momento in cui vorresti dire 'vai di là e chiedilo a papà tesoro'
b) devo dirglielo che inquinano?)
C: Ma cos'è un fucoficiale?
L: E' come una grande stella che gli uomini lanciano in cielo, ma è una stella che fa una luce fortissima e dura pochissimo. Quest'estate ti porto a vederli.
C: E perchè il principe lancia il fucoficiale?
L: Beh, perchè è la sua festa ed è un giorno importante.
C: perchè ha incontrato Cenerentola?
L: Si.
Segue silenziosa ed attenta analisi della pregevole rifinitura degli interni del castello, come da immagine. Sono pronta a spiegare cos'è un arazzo quando..
C: ma il principe e Cenerentola erano innamorati?
L: Si.
C: e allora quando sono innamorata devo lanciare il fucoficiale?
Sto per dire: che idea geniale se ci fosse la consuetudine sociale di sparare un fuoco artificiale quando uno è certo di essersi innamorato! Quanti spiacevoli fraintendimenti in meno! Che mondo perfetto! Un Nobel per la piccola C.!
(Perchè va bene tutto, ma difficile che un uomo possa dirti di non aver visto un bengala che illumina a giorno tutto il parco sempione. Altresì difficile che gli scappi per caso di esploderne uno scivolatogli dal portafogli.)
Invece dico solo:
L: Beh.. di solito i grandi non lo fanno, ma qualcuno a volte si. E in ogni caso, se ti farà piacere, credo che si possa fare.
C: Ah, va bene. Ma tu l'hai fatto il fucoficiale?
L: In effetti non ci ho mai pensato.
sabato 22 novembre 2008
A pà
Io di te sono carne.
Folle
Fatata
Fatale
ma di te
non d'altri
son carne.
Stanotte ho sognato di non poter dire a mio padre queste parole che qualche mese fa ho scritto per lui.
E di non potergli far sentire questa canzone che spesso canto pensando a lui.
E quando mi sono svegliata e ho pensato che invece potevo ancora farlo, è stato gioia infinita.
martedì 18 novembre 2008
tutto l'amore del mondo nelle mie mani
E' per colpa di quel fiume se io sono ancora qui
perchè un giorno c'era un ponte che univa gli argini
mentre adesso questo fiume in fondo è tutto ciò che ho
e tra diecimila anni è sempre qui che aspetterò..
(F. Mannoia, Il fiume e la nebbia)
Ti ho lasciato perchè non volevo svegliarmi al mattino e vergognarmi di me stessa.
Ma se adesso non dicessi tutto il mio amore, mi vergognerei comunque di me stessa.
Allora dico
tu abbi pazienza
con me
ancora un attimo
prima o poi si asciugherà questo amore
resteranno i fianchi nudi
vuoti
ma intanto che c'è vorrei dirlo
a mia madre
alle mie amiche
agli uccelli che volano verso l'africa
alle mani piccole dei miei bambini
a me stessa
a tutti quelli che incontro
alle vecchine senza denti
al mio cuscino
all'autista della 14 che arriva in ritardo
all'uomo che mi tiene caldo la notte
ai bambini che avrò
al regista che mi da certe battute
alle montagne
ad Emily Dickinson
al benzinaio che mi spiega la strada
dirlo
che tutti lo sappiano
tutti
che tutti
io per prima
mi perdonino.
(...)
io sono io
sono ancora io
è tutta la vita che sopravvivo a tutto
lo vedi non sono parole adatte
non sono nemmeno le parole che vorrei
non sono nemmeno parole
sono i primi tremiti da giorni
ti sembreranno insensate
forse 'ti faranno sorridere'
parole ardite -sguaiate forse-
nate alla luce non nella delicatezza della notte -
forse allora parole più dure eppure più vere-
ma le parole utili vere le ho inghiottite le sento gracidare ancora mai mute come le rane quel giorno
allora a cosa serve parlarti
amarti
adesso a cosa serve
dirti tutto quello che avrei dato:
tutto l'amore del mondo nelle mie mani
mie per te
per te
per te
anche in questo modo strano
iperuranico
me ne scuso ma è il mio il più vero il più intimo
c'è tutto l'amore che non avevo mai
fatto detto pensato
per nessuno
se non per te per te per te
tre volte come una preghiera
le mie parole gesso in bocca
gesso
ma nessun cerchio ci racchiude
ci protegge
ci stringe
più
a che senso ruotare intorno a te
inginocchiarmi permettermi di adorarti
accettare che eri il mio centro
l'orizzonte che volevo
le colonne oltre cui non andare non andare non andare più
proprio tu tu tu
come sei
come ti ho avuto
come ti ho visto.
(19-10-2008)
lunedì 17 novembre 2008
wishlist
Sisisi poi vi racconto dove sono stata e cos'è successo. (non che coinvolga fatti di rilevanza mondiale, ma visto che me lo chiedete..)
Sisisi ma adesso
devo dire tutte le cose che
con urgenza
vorrei
essermi rimessa più seriamente a suonare il piano, in anticipo
sistemare il mio armadietto
andare ad ascoltare le lezioni all'aperto
avere tempo e denaro per studiare danza
avere tempo e denaro per studiare canto
avere più tempo per accettare tutti i lavori divertenti che mi propongono
avere più tempo in cui non fare nulla
avere qualcuno che disegna sul mio corpo
iscrivermi alla scuola di circo
portare la bici dal ciclista
allungare le giornate
avere il dono dell'ubiquità durante le vacanze di Natale in cui vorrei, contemporaneamente, essere: nella casina sui monti, a fare un campo di volontariato, al lavoro, a londra con Nat...
essere più bella
andare a trovare alè
preparare la cornice per lo specchio che metterò nella mia casina
....
Sisisi ma adesso
devo dire tutte le cose che
con urgenza
vorrei
essermi rimessa più seriamente a suonare il piano, in anticipo
sistemare il mio armadietto
andare ad ascoltare le lezioni all'aperto
avere tempo e denaro per studiare danza
avere tempo e denaro per studiare canto
avere più tempo per accettare tutti i lavori divertenti che mi propongono
avere più tempo in cui non fare nulla
avere qualcuno che disegna sul mio corpo
iscrivermi alla scuola di circo
portare la bici dal ciclista
allungare le giornate
avere il dono dell'ubiquità durante le vacanze di Natale in cui vorrei, contemporaneamente, essere: nella casina sui monti, a fare un campo di volontariato, al lavoro, a londra con Nat...
essere più bella
andare a trovare alè
preparare la cornice per lo specchio che metterò nella mia casina
....
martedì 11 novembre 2008
Nobili si nasce...
... e io, modestamente, la nacqui.
Ricordate quando ho asportato una clavicola alla capotondi? (che poi fosse alba rohrwacher, e che alba rohrwacher non fosse la stessa persona della capotondi, l'ho scoperto dopo)
Ricordate quando da bambina ho detto al principe saudita che le sue palle (intendendo le boe della barca) erano molto grandi?
Bene. Ieri un mio amico si dimette dal suo posto di lavoro. Un giovane figuro si avvicina e gli chiede, alla mia presenza:
Figuro: beh che farai adesso?
Io, il cervello frollato da una giornata di prove e la stupidera galoppante in corpo, anticipo il mio amico e rispondo:
Lavinia: lo abbiamo venduto a una vecchia contessa del Somerset che cercava giovani ruspanti latini. Sai questi nobili hanno sempre strani desideri sessuali..
Amico di Lavinia, interrompendola: Lav, ti presento il mio ex capo, il conte Andrea...
Seguono tre cognomi di chiara impronta nobiliare.
Ricordate quando ho asportato una clavicola alla capotondi? (che poi fosse alba rohrwacher, e che alba rohrwacher non fosse la stessa persona della capotondi, l'ho scoperto dopo)
Ricordate quando da bambina ho detto al principe saudita che le sue palle (intendendo le boe della barca) erano molto grandi?
Bene. Ieri un mio amico si dimette dal suo posto di lavoro. Un giovane figuro si avvicina e gli chiede, alla mia presenza:
Figuro: beh che farai adesso?
Io, il cervello frollato da una giornata di prove e la stupidera galoppante in corpo, anticipo il mio amico e rispondo:
Lavinia: lo abbiamo venduto a una vecchia contessa del Somerset che cercava giovani ruspanti latini. Sai questi nobili hanno sempre strani desideri sessuali..
Amico di Lavinia, interrompendola: Lav, ti presento il mio ex capo, il conte Andrea...
Seguono tre cognomi di chiara impronta nobiliare.
lunedì 10 novembre 2008
Lavinietta delle cause perse
http://www.notspeakinginmyname.com/
Nemmeno domani, quando dirà a Lula che il culo alla brasiliana è una delle più grandi eredità culturali del paese.
E comunque ragazzi: mia mamma mi ha svegliata alle 7 per dirmi della vittoria di Obama, e io le ho mormorato nelle nebbie del sonno 'vedrai quello che dirà che adesso abbiamo un presidente bingo bongo della tribù dei piedi neri'.
Nemmeno domani, quando dirà a Lula che il culo alla brasiliana è una delle più grandi eredità culturali del paese.
E comunque ragazzi: mia mamma mi ha svegliata alle 7 per dirmi della vittoria di Obama, e io le ho mormorato nelle nebbie del sonno 'vedrai quello che dirà che adesso abbiamo un presidente bingo bongo della tribù dei piedi neri'.
domenica 9 novembre 2008
La donna del cantante
We met again
In a different way
we met again
and nothing changed
I sing for you
Like I used to do
I sing for you
'cause it feels so good
I like your smile
when you look at me
I like your smile
when you're listening
I like our games
Because we still play
I like our games
We know how to play
I don't know
but this is all I need
and you know
this is good for me
I like our nights
time is standing still
I like our lives
we know how to live
So have no fear
and don't think twice
have no fear
no one's gonna hurt
It's you and me
no one can understand
you and me
like two grown up kids
Every surprise
every chord and song
every night
every morning light
All the words
all the funny thoughts
are for us
are for us to keep
L'ho sempre detto che io nella vita dovevo fare la groupie.
venerdì 7 novembre 2008
Homework
La donna uccello.
La donna si sveglia sopra un albero.
Non ha nemmeno tempo di chiedersi come ci sia finita perché c’è un vento fortissimo e lei non può proprio perdere tempo a farsi domande: sente l’aria nella schiena, sulla pancia, nei capelli, si accorge che il ramo su cui è sdraiata scricchiola sempre di più e si agita come se fosse vivo la donna cerca di muoversi al suo stesso ritmo per non cadere ma all’improvviso perde l’equilibrio e cade
Cade e quindi morirà
Cade e quindi morirà e quindi chiude gli occhi e aspetta di morire
Ecco che succede, che morta stupida, svegliarsi sopra un albero e poi cadere
Però in fondo com’è dolce essere morti, chi l’avrebbe mai detto che grande silenzio blu che si sente
Cosi bello essere morti che non sembra di essere morti
Sembra solo di scivolare
Come tanti anni fa
Non si sente dolore ma anzi
Viene voglia di aprire gli occhi
Guarda! che meraviglia chi l’avrebbe mai detto che da morti si potesse volare sopra le città sopra il mare la campagna e vedere più cose di quante ne hai viste mentre eri vivo
Farti trasportare
E poi stendere le mani per sentire meglio l’aria
E accorgersi
Che da morti
Si vola
Mio dio si vola
Ma sarà permesso?
Scusate, non vorrei fare torto a nessuno
Io sto volando
Ehi di lassù.. qualcuno mi sente?
Posso?
Torno giù? Torno su? Che faccio?!
Non risponde nessuno
E intanto io volo
Ed è bello!
Anche se sono sola e nessuno mi vede e non so se posso farlo
Anche se essere felici cosi da morti suona strano è un po’ aspro
Ma è bello!
La donna si guarda intorno scopre di avere le ali
Non sa se è morta davvero
O se era nata per morire questa morte
E svegliarsi uccello
E volare
Posso anche fermarmi
E restare sospesa nell’aria
Senza vestiti
Tanto di quassù nessuno mi vede
Senza vestiti
Danzare
Da sola
Nel blu di cristallo
(Arvo Part, traccia 5 fino a 5:40 circa)
Senza alcuna pretesa letteraria. Non che il resto. Questo è un compito a casa del mio master. Prendi una musica e scrivi una storia mentre la ascolti senza mai fermare la scrittura: devi per forza stare dietro al ritmo.
Vietati ripensamenti e correzioni.
All'analisi escono cose banali e scontate che ridimensionano la stima intellettuale in se stessi. Ma vabeh.
Se qualcuno vuole giocare con me..
