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martedì 18 novembre 2008

tutto l'amore del mondo nelle mie mani

E' per colpa di quel fiume se io sono ancora qui
perchè un giorno c'era un ponte che univa gli argini
mentre adesso questo fiume in fondo è tutto ciò che ho
e tra diecimila anni è sempre qui che aspetterò..
(F. Mannoia, Il fiume e la nebbia)


Ti ho lasciato perchè non volevo svegliarmi al mattino e vergognarmi di me stessa.
Ma se adesso non dicessi tutto il mio amore, mi vergognerei comunque di me stessa.

Allora dico
tu abbi pazienza
con me
ancora un attimo

prima o poi si asciugherà questo amore
resteranno i fianchi nudi
vuoti

ma intanto che c'è vorrei dirlo
a mia madre
alle mie amiche
agli uccelli che volano verso l'africa
alle mani piccole dei miei bambini
a me stessa
a tutti quelli che incontro
alle vecchine senza denti
al mio cuscino
all'autista della 14 che arriva in ritardo
all'uomo che mi tiene caldo la notte
ai bambini che avrò
al regista che mi da certe battute
alle montagne
ad Emily Dickinson
al benzinaio che mi spiega la strada


dirlo
che tutti lo sappiano
tutti
che tutti
io per prima
mi perdonino.


(...)
io sono io
sono ancora io
è tutta la vita che sopravvivo a tutto

lo vedi non sono parole adatte
non sono nemmeno le parole che vorrei
non sono nemmeno parole
sono i primi tremiti da giorni
ti sembreranno insensate
forse 'ti faranno sorridere'
parole ardite -sguaiate forse-
nate alla luce non nella delicatezza della notte -
forse allora parole più dure eppure più vere-
ma le parole utili vere le ho inghiottite le sento gracidare ancora mai mute come le rane quel giorno
allora a cosa serve parlarti
amarti
adesso a cosa serve
dirti tutto quello che avrei dato:
tutto l'amore del mondo nelle mie mani
mie per te
per te
per te
anche in questo modo strano
iperuranico
me ne scuso ma è il mio il più vero il più intimo
c'è tutto l'amore che non avevo mai
fatto detto pensato
per nessuno
se non per te per te per te

tre volte come una preghiera
le mie parole gesso in bocca
gesso
ma nessun cerchio ci racchiude
ci protegge
ci stringe
più
a che senso ruotare intorno a te
inginocchiarmi permettermi di adorarti
accettare che eri il mio centro
l'orizzonte che volevo
le colonne oltre cui non andare non andare non andare più
proprio tu tu tu
come sei
come ti ho avuto
come ti ho visto.

(19-10-2008)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Non so, ho provato più volte a scrivere un commento decente.
Mi è umanamente impossibile. Mi perdoni?
E' davvero struggente questo tuo post.
Queste parole le ho pensate qualche volta anche io, ma non lo sapevo. Ora lo so. Grazie.

Lav. ha detto...

Temo tutti abbiano pensato queste cose prima o poi nella vita: l'amore è un concetto squallidamente pop e poco sofisticato.
Un abbraccio e grazie a te.
L

Anonimo ha detto...

Forse molti lo hanno pensato e tu lo hai scritto. La differenza è enorme!

Ossequi, tuo affezionatissimo Alberto Arras

Lav. ha detto...

Ho schiacciato 'pubblica' in preda a uno delle mie compulsioni. Poi sono uscita e subito mi sono pentita e avrei voluto cancellare tutto.
Attraverserei l'Italia dalle Alpi alle Madonie nuda, ma dire certe cose per me è difficilissimo, e sono contenta se sono state parole sensate per qualcuno di voi.

Bacio le mani, alberto arras.
(ajo, sardo sei?)

Anonimo ha detto...

E pensa te - non sarebbe il solo :D

enne ha detto...

"Squallidamente pop e poco sofisticato".
Grande, grande definizione.
Vera.

Lav. ha detto...

Uè, la prima donna del mio blog!

Una definizione ovvia, quando ti rendi improvvisamente conto che per te Paul Auster è una lettura leggera, ma se sei innamorata le canzoni che ti canticchi in testa sono di Pino Daniele.

Che sia una 'grande definizione', detto da una sul cui blog scorgo Quadrophenia degli who, è un grande complimento!

Domani quando sono meno fritta ti leggo. Bacini.