Si scioglie tutto.
Preparo i gelati e sono delle montagne compatte e lisce. Li metto ordinati nelle vaschette e sono delle piscine deliranti di colori, li scalfisco come dovessi affondare la zappa nella terra di paesi sconosciuti, e costruisco per i bambini architetture fantasmagoriche di ghiaccio e latte.
Eppure poi basta cosi poco, una primavera impazzita, una sera cotta dall’odore di asfalto, la distrazione di un dialogo, e i miei gelati si sciolgono. Lacrimano pistacchio e ciliegia, panna e fragole e cioccolato. lasciano lunghe impronte appiccicose e chimiche.
Ho lavato una bacinella dopo l’altra, ora sono lucide come specchi. Se le avvicino al viso scorgo qualcosa delle mie fattezze: la curva del naso, le labbra che rosseggianno come scalciassero contro l’acciaio dei recipienti.
E una goccia lunga lunga che scende, giù per tutta la curva del naso, e poi arriva alle bocca.
Non è fredda, non è colorata, non è dolce. È acqua calda trasparente salata.
Potessi lacrimarla tutta la fottuta salata acqua e congelarla e scolpirne una madonna di ghiaccio da lasciar morire al sole.
Potessi vederle tutte le mie lacrime, gelare e poi sciogliere, sciogliere, sciogliere.
Sciogliere e colare via come una medusa e mai più bruciarmi mai più striare a tradimento una delle mie bacinelle pulite.
Il dolore è cosi, quando arriva stride come gocce d’amarena accanto ad un lago di caffè. È inelegante il dolore, è una sinfonia di colori inadatti a stare vicini, e si appiccica e ti sporca e ti lascia con un odore nauseabondo di morte precoce che sta alle tue spalle e ti dice “ Tu fai. Io aspetto. Tu fai, che prima o poi io ti prendo.”
Ogni mattina impasto
ogni mattina congelo
ogni mattina allineo pianure di gelati luccicanti
e ogni sera si sciolgono e svaporano
e ogni notte pulisco e ogni notte lacrimo.
Tutto si scioglie, ma mai del tutto, e potessi un giorno solo della vita mia sciogliermi anche io e colare via in silenzio.
(Lav to Ste, Jun 12th 2007
Lav on air, still, Apr 7th 2008)

8 commenti:
Mmmhhh…… le lacrime si asciugano, non si sciolgono. Il gelato si scioglie se non ci sbrighiamo a mangiarlo. Sdrammatizzo, se posso, ma l’accostamento col dolore mi fa riflettere. E.
Amemipiace che si sdrammatizzi. Non è propriamente uno dei miei talenti. O almeno, lo è soloquandolodicoio!
Grazie folletto!
Molto bello questo accostamento...E poi sai quante volte vorrei sciogliermi anch'io e consumare un po' del dolore! O, perlomeno, un po' di adipe, visto che l'estate si avvicina e la spiaggia ci chiama! Oh, scusa, ho rovinato tutto... :(
Ma questo dolore è così razionale , così "congelato" e congelante , così lontano dall'emozione calda che si scioglie DENTRO e non fuori , dal dolore che lava , che lascia andare e perdona noi e gli altri per ciò che facciamo o NON facciamo per essere "felici" volerci bene , volere bene , essere amati ... il dolore che vorrei per te è un ametista viola - l' intuito e l' istinto aggrappato alla pietra - che ti si scioglie dentro , ti riavvicina a quello che sei e ai tuoi "poteri" , ti toglie le domande e ti porta certezze così sottili che sembrano fragili , ma che sono aggrappate alla pietra e quindi molto più forti di qualsiasi razionalità. Il dolore e l' istinto , l' irrazionale , ti guariranno , e il gusto viola del gelato che farai sostituirà l' acciaio , lo leccherai sulle dita , bambina anche tu , e colerà come lava calda e morbida e sentirai e troverai nello stomaco nuove lacrime fatte di vita , mai più di morte . A presto , Nuovaterra
Avrei tante cose da sdrammatizzare, non sempre ci riesco. La schiena spezzata ti toglie il respiro: senza l'aria nemmeno i fiori sbocciano. Grazie a te!
Forse non i fiori di questa terra. Ma magari altri sconosciuti...
L.
Albolo, va là che non hai rovinato niente. Sullo squagliamento dell'adipe non ho grandi testimonianze. Un paio di giorni fa ho fatto ridere un'intera tavolata di persone dicendo, dopo aver mangiato una quantità di sushi da camionista polacco: "eppure mi sento un pò pesante, a me le scagliette di rafano mi risultano proprio indigeste"...
Vedo che già in diversi si sono accorti della particolarità di questo accostamento... mi unisco al coro di commenti! Anch'io tempo fa scrissi che avrei desiderato sciogliermi: immaginavo di essere una candela, una candela incapace di prendere fuoco. Tu parli di ghiaccio, io di fuoco, ma noto una sottile e piacevole sincronia... mi fa piacere se tornerai a trovarmi, io cercherò di farlo al più presto... ALè
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