
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere?
Oggi, balle notevolmente girate, tornavo dalle prove.
Piove a dirotto.
I miei piedi, negli stivali da gomma rossi numero 35 che ce ne fosse uno che non mi dice "ma quanto sono piccoli quegli stivali?!!", scivolano sull'asfalto bagnato.
Da lontano sento la canzone, qualcuno la sta suonando dal vivo. Mi viene voglia di cantarla, tanto per strada non c'è quasi nessuno. Ci vuole un bel pò di voce per vincere il rumore della pioggia contro la stoffa dell'ombrello.
Mi avvicino al palco.
Resto lì, guardo la pioggia contro i riflettori, e canticchio.
L'ultima volta che qualcuno, accanto a me, ha accennato questa canzone sono successe tre cose:
1. il mio cuore era un cardo viola. Perchè io ero sanguinosamente gelosa. Di tutte le persone che affollavano la sua conversazione e che rendevano evidente che per me non c'era nessuno, nessuno spazio.
2. il mio cuore era un cardo di spine. Perchè io volevo essere bella ma anche sapermi proteggere.
3. Il mio cuore era un cardo di deserto, e intorno non era terra per me.
Oggi ho provato a cantare la canzone e a lasciar andare quel ricordo.
Il ricordo delle Cose-Non-Dette.
Queste almenotre Cose-Non-Dette perchè qui intorno tutti fanno finta di essere sani, cercando di convincere me che sono io quella strana. Mentre io trovo molto più strani loro, non vedendo quale sia la necessità di sembrare sani quando qui nessuno lo è, e se qualcuno lo è è proprio chi è libero dal bisogno di esserlo.
Queste almenotre Cose-Non-Dette perchè qui "ci sono delle leggi che stabiliscono chi si deve amare, e come, e quanto".
Queste moltopiùditre Cose Che Devo Dire perchè - è inutile che io tenti di giocare a fare la tela di giorno per disfarla di notte- in fondo posso perdere tutto ma non posso più perdere di essere me.
Del resto, "di ragazzine con il pedigree che facciano fare bella figura all'opera e che non facciano mai ridere troppo forte", ce ne sono un sacco.
Per mia fortuna, che posso fare altro.
(Lav in cooperation with Lorenzo Cherubini, Giorgio Gaber, Arundhati Roy, Melanie Griffith)

4 commenti:
Ma quanti cardi esistono? e quanti sei disposta a perderne? :-)
Più nessuno, se sarò brava!
Mi piacciono questi pensieri a volte dolci, a volte tristi, disillusi e polemici... anch'io mi sforzo di ripulire la musica da certi ricordi, ma non ho ancora capito se è un'operazione possibile o meno. ALè
Per Gaber e De Gregori ci ho messo tre anni. Per Nanni Svampa non ce la farò mai.
Ci sono libri che non ho mai letto per paura che leggendoli mi ricordassero persone che so resteranno sempre inaccessibili per me.
Non so, forse se c'è stato un sentimento vero deve lasciare per forza qualcosa che vada al di là del tempo e delle illusioni e che diventa parte di te a prescindere dalla conclusione delle vicissitudini.
Penso spesso, come dice la cantante, che Music is the reason why I know time still exists.
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