Pages

RSS

Welcome to my Blog
Hope you enjoy reading.

domenica 3 maggio 2009

farewell

RIO DE JANEIRO (AP) — Augusto Boal, the Brazilian theater director and playwright known for the interactive genre called the "Theater of the Oppressed," died Saturday. He was 78. Boal died of respiratory failure following a long battle with leukemia, according to Elisa Nunes, a spokeswoman for Rio's Hospital Samaritano. Boal, who studied theater arts at New York City's Columbia University, created Theater of the Oppressed in the early 1960s as a way to establish a dialogue between audience, playwright, director and actors that encouraged political activism. Seen as a threat to the dictatorship that ruled Brazil between 1964 and 1985, Boal was arrested, jailed and tortured before being exiled to Argentina. He returned to Brazil after the fall of the military regime.


Ho conosciuto il lavoro di Augusto Boal a Cambridge.
Dopo il lavoro scendevo, e nel seminterrato di Cherry Lane lavoravo insieme a Christina, una ragazza brasiliana che gestiva un progetto teatrale con dei senzatetto della zona.
Il primo giorno che ho lavorato con loro era il 7 luglio del 2005, il giorno delle bombe a Londra. Non c'è stato bisogno di parole, abbiamo cominciato a improvvisare e non c'è stato nessun bisogno di dire di cosa stavamo parlando.

Qualche settimana dopo ho conosciuto Rui Frati, il leader del theatre de l'opprimè in Francia. Raul girava con la corte degli allievi, nella migliore tradizione del gran mogol del teatro. Era un peso massimo e nel caldo di Volterra mangiava e beveva troppo, e vociava alla latina. Aveva buffi mustacchi da direttore del circo, e anche lui credeva che io fossi la giovane amante di Matthew. Saputo che non lo ero, mi ha battuto sulla spalla con la forza di un bisonte e in un inglese assurdamente francofono mi ha detto 'Ohuuu zis charmant geerrrrl iz gouna sheng de uorrrld, ah oui!'

Dietro queste persone c'era Augusto Boal.

Francesco de Gregori, Per brevità chiamato artista.

7 commenti:

tenda rossa ha detto...

Ho capito che una persona che per te era un punto di riferimento, e che ha avuto più o meno direttamente un ruolo nelle cose che fai e come le fai, è scomparsa - e mi spiace :(

enne ha detto...

Mi sono assurdamente impicciata sullo "sheng". :-(
Permettimi una battutaccia da depressa in fase di riacutizzazione: Boal è l'anagramma di Baol, quello che si spaccia per mio figlio.

Ok, scusa: lo so che è un post serio.
mi perdoni?

Lav. ha detto...

Bizzlah: non sono brava nella trascrizione fonetica come JK Rowling, purtroppo.

Tenda: era un punto di riferimento per tutte le persone che fanno il mio lavoro, e mi interessava recuperare certi ricordi in questo momento.

Baol ha detto...

Un mio contatto blog mi chiamava Boal...devo dire che è un gran complimento e, per la cronaca, non sono io che mi spaccio per il figlio di Neeeeeeeeeit, è lei che scambiano per la mia mamma :D

enne ha detto...

Ed io certe volte non sono brava come commentatrice. E Celito ne sa qualcosa. :-(

Lav. ha detto...

Bis:nunnnnevvvero.

Baol: in effetti ho una qualche difficoltà anche io a non lapsusizzarmi sul tuo nome. Milano per me è la provincializzazione del detto di Woody Allen ' Non c'è che dire, New York è una gran madre'.

enne ha detto...

A volte purtroppo lo è, cara Pierferdy tuo malgrado.
Ciao Meeeim. Offri una visita oculistica gratuita ai tuoi amici. :p