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domenica 17 maggio 2009

corse sfrenate su moto cromate di sere d'estate

Ieri, un'amica cercava di convincermi che non dovrei reprimere i miei istinti perchè mi sento giudicata.

Io, cercavo di convincerla che non ce l'ha con il suo ex, ce l'ha con se stessa per essere stata con uno come lui.

E la conclusione è che io a 15 anni me ne andavo in America da sola per rivedere il fidanzatino delle vacanze dell'anno prima, a 18 mi svegliavo con le galline per andare a Bergamo a portare le brioche della colazione al fidanzatino dell'epoca, a 21 anni mi sciroppavo allegramente 1200 km in 24 ore per sentire un concerto di un amico. All'epoca era tutto normale, spontaneo, e adesso sono un gatto di marmo che non riesce a dire 2 parole che vagamente evadano dai confini dell'urbanitas borghese.

E la conclusione è che ce l'ho con me stessa perchè tutto questo è potuto avvenire perchè ho perso il mio tempo a stare con uomini che mi reprimevano in tutto e per tutto.
Che mi mettevano in condizione di dover dare spiegazioni su cose su cui non c'era da spiegare una fava.
Che mi tenevano al telefono facendo scenate tra uno spettacolo e l'altro.
Che mi facevano sentire un'aliena.
Che non mi apprezzavano se non perchè faccio fare bella figura in pubblico - prima che decidessi di smetterla di far fare bella figura in pubblico, almeno.
Che prima mi sceglievano e mi trattavano -ingiustificatamente- come se fossi la Madonna di Pompei, e poi subdolamente tentavano di modificarmi ricattandomi con il loro 'amore'.
Che si mostravano cosi fottutamente generosi, a tollerarmi.
Che facevano i martiri e riuscivano a dire banalità del tipo 'mi hai sedotto con l'inganno perchè sei un'attrice'.
Che se la raccontavano che sono io ad essere eccentrica, libertina e troppo appassionata per non dirsi che erano loro ad essere scialbi, repressi e colpevoli d'ignavia.
Che io ero l'amore con la lettera maiuscola, e si sono imboscati senza una spiegazione con Dante che si rivoltava nella tomba per il malo uso delle maiuscole.
Che non si capisce perchè se sono un tale fallimento come donna, non mi abbiano lasciata senza fare tante tarantelle.
Che se ne sapevo di musica anzichè intavolare un simpatico scambio culturale mi chiedevano chi mi avesse insegnato tutte quelle cose, stabilendo cosi il precetto che dietro ogni donna che non ascolta solo il pop, c'è un uomo che l'ha edotta.
Che con la placidità di un agnello pasquale si offrivano seduta stante di diventare padri di mio figlio perchè 'tanto adesso o tra tre anni, un bambino l'avremmo fatto, cosa vuoi che cambi' , e si ritenevano indissolubilmente legati a me dal sacro vincolo dell'amore e dell'Arte, ma adesso sono in procinto di sposare una commercialista di provincia di dieci anni più giovane, dimostrando cosi il primo barlume di autocoscienza in 30 anni di vita.
Che non va bene più neanche se a letto diverti e ti diverti, perchè vuol dire che hai avuto troppi amanti.
Che mi guardavano con ironia accusandomi di essere una che sopravvive, se non mi vedevano strapparmi i capelli al momento del distacco.

Io ce l'ho da morire con me stessa per questo, e per non aver dato un calcio in culo a tutti quanti prima.
E per ritrovarmi a fare così fatica adesso a essere come sono senza sentire che sto disturbando lo stramaledetto equilibrio di qualcuno.

Giuni Russo, Alghero.

3 commenti:

enne ha detto...

Molto più che un decalogo, Lav: è una dichiarazione di diritti di indipendenza.
Me lo rileggerò tutte le volte che, come ancora oggi, qualcuno tenterà di farmi sentire sbagliata per nascondere la propria meschineria.

Lav. ha detto...

E poi marceremo sull'ONU, bislacchina mia.

enne ha detto...

Contaci. :-/