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sabato 2 febbraio 2008

there's a butterfly trapped in a spider spell

Tre volte nella mia vita, e tutte e tre mentre viaggiavo verso Pavia, mi sono imbattuta nel maniaco sessuale che si masturba mentre ti guarda. Uno cercando di nascondersi, uno apertamente, convinto che io dormissi, uno fingendo dei movimenti casuali.

In nessuno dei tre casi sono riuscita a fare nulla, se non a scappare. La terza volta sono anche scoppiata a piangere in un bar.

Mi è poi capitato, come a tante altre ragazze, di essere oggetto di attenzioni volgari. In quel caso me ne sono lamentata apertamente: segnalandolo alla sicurezza, mettendomi a gridare, addirittura agitando l'ombrello come nonna abelarda.

Mi sono capitati uomini con cui ero in rapporti più o meno amichevoli, che hanno ammesso di aver messo in atto una serie di fantasie, pensandomi. Qualcuno ha anche chiesto allo scopo una foto, il più ardito la solita biancheria. Ho reagito nelle maniere più svariate, dallo schiaffo alla rista al cameratesco consenso.

Quello che ti paralizza del maniaco silenzioso, è che cerchi di usarti senza essere visto. E' il fatto che trovi l'unico modo per costringerti a non reagire. Che, per avere una sola piccola cosa di te, ti intrappoli tutta quanta.

Se nella mia vita avessi voluto essere concupita, avrei fatto la spogliarellista.

Se avessi voluto essere subita, avrei fatto la poliziotta o la professoressa.

Se avessi voluto essere pregata e investita di implorazioni e speranze, avrei fatto la suora.

Se avessi voluto essere stimata e invidiata, avrei scelto un mestiere che mi potesse portare ad un successo rapido e plateale. (per chi se lo sta domandando, il teatro per l'infanzia e il teatro sociale non garantiscono questa visibilità).

Se avessi voluto essere seguita, avrei fatto la trend setter.

Se avessi voluto essere vezzeggiata, sarei rimasta ferma e zitta.

Non è andata così.
SE avessi voluto, sarebbe andata cosi. Se la mia libertà fosse stata nell'essere concupita o nell'essere vagheggiata come salvatrice, non avrei avuto problemi ad andare a spogliarmi nei locali, o a prendere i voti.

Non è andata cosi.
Perchè io non ho voluto quelle cose. Se è andata diversamente non è un caso. Mi rendo conto che per qualcuno possa essere difficile. Ma se le cose non sono andate cosi, è perchè io ho desiderato e desidero altro.

E non andrà cosi, neanche se alla mia porta continueranno a bussare individui che cercano qualcuno da concupire, subire, pregare, stimare, invidiare, seguire, vezzeggiare.

Non sono capace e non mi interessa fare o essere una sola cosa per volta. E non sono abbastanza stupida da non accorgermi di quando qualcuno sta cercando di prendere solo quello che serve lasciando il resto.

Se c'è qualcuno che vuole una sola piccola cosa, è più degno che lo chieda e si senta dare la risposta che merita.

E non conviene che cerchi di intrappolarmi tutta quanta per prendersi solo quello che trova interessante.

Perchè mi spiace dirlo, ma non sono io, cosi, quella che viene intrappolata.

E, mi spiace dirlo, ma lo dico anche a me stessa: chi si intrappola da solo non è una vittima.
E' patetico.

(A Airìn, agli specchietti per allodole, al Raduno dei Sociopatici)

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