1. Sogno di essere in una specie di sala consiliare molto lunga, a navata unica. sembra una chiesa, ma è luminosa. Ai lati panche con pubblico.
Franco è in zona palco, mi chiama e dice che devo entrare. Io guardo il pubblico e dico che c'è uno sbaglio, mi era stato chiesto un intervento per bambini. Lui dice che devo cantare, io dico che non posso farlo. Cinque secondi di panico, per fortuna parte una specie di bebop e penso che posso improvvisare. Cammino lungo la navata facendo una specie di passerella, ho un vestito grigio perla e delle caviglie bellissime. Franco sorride.
2. Sogno di avere una bambina, ma, prima volta dopo una serie di sogni analoghi, non mi trovo madre per caso e so anche chi è il padre.
Siamo in Africa, stiamo facendo il bagno in un fiume. Intorno c'è una radura lussureggiante. Io sono di taglio alla corrente e tengo in braccio la bambina che ha circa un anno. Ride, si chiama Alessia, è una di quei bambini erculei, con i capelli di un biondo rossastro e gli occhi azzurro piscina, ha dei movimenti molto energici ed è l'unica differenza che sento tra me e lei, per il resto per tutta la durata del sogno è come se mi sentissi dentro a tutte e due, me e lei.
Non è esattamente bella, sembra piuttosto forte. Ci stiamo divertendo molto, io penso che forse il padre dovrebbe vederci, poi penso anche che però mi direbbe che la sto tenendo troppo in acqua, e che quindi è meglio che non ci sia. Spero anzi che non gli venga in mente di raggiungerci. Usciamo dall'acqua e ci sdraiamo al sole ad asciugarci. Arrivano, come sempre, gli elefanti.
Pedagogicamente scorretto, eticamente discutibile, ma fonte di una felicità incredibile.
3. Sogno lo zio. Siamo in una specie di osteria dai soffitti molto bassi dove si vendono anche matite e carta. Lui mi solleva come in una delle prese del pattinaggio in coppia, e mi fa girare. Io non lo vedo, sono di schiena, vedo solo i miei piedi, in scarpe rosse, che vanno velocissimi.

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