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venerdì 14 dicembre 2007

Ho pensato di autocitarmi nei miei momenti migliori dai 12 anni in poi. Per dimostrarmi che nella vita vitaccia qualcosa ho imparato. A dodici anni, peraltro, scrivevo profetiche poesie che si rivelano nel mio recente futuro.

Ho pensato di tradurre natalie merchant.

Ho pensato di citare Jabès, la mia conquista della giornata.

Ho pensato di non scrivere, e sarebbe stata cosa saggia. Ma se mi privo degli alcolici, degli acquisti, degli uomini, e pure dello scrivere, scalzo il papa dalla coda dei Santi Subito.

Ho pensato di ridere, che dopotutto è la cosa più saggia. Et inevitabile, quando chiedi a tua madre se per cortesia fa una comparsata muta in scena fingendosi gravida, e lei ti dice "cosi anzichè la Madonna, mi prendono per Santa Elisabetta". E quando poi commenta tremonti che dice "il nemico non è più il demonio" sbottando "no, infatti: è il demanio"

Ho pensato che se vado avanti a essere cosi nervosa, a breve vi faccio un capottino a maglia a tutti quanti.

Ho pensato, insieme a L, N. e alla focaccia, che guideremo il sindacato femminista delle attrici.

Ho pensato, leggendo Durrell, di promettere la mia mano, la mia somma fedeltà e la mia femminilità a chiunque mi chieda di andare a vivere in Africa.

Ho pensato molte cose.
Poi
sull'orlo di altre lacrime
è esistita solo
lavascadabagno
con le sue mille bollicine
e gli sms di Airin.

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