La donna uccello.
La donna si sveglia sopra un albero.
Non ha nemmeno tempo di chiedersi come ci sia finita perché c’è un vento fortissimo e lei non può proprio perdere tempo a farsi domande: sente l’aria nella schiena, sulla pancia, nei capelli, si accorge che il ramo su cui è sdraiata scricchiola sempre di più e si agita come se fosse vivo la donna cerca di muoversi al suo stesso ritmo per non cadere ma all’improvviso perde l’equilibrio e cade
Cade e quindi morirà
Cade e quindi morirà e quindi chiude gli occhi e aspetta di morire
Ecco che succede, che morta stupida, svegliarsi sopra un albero e poi cadere
Però in fondo com’è dolce essere morti, chi l’avrebbe mai detto che grande silenzio blu che si sente
Cosi bello essere morti che non sembra di essere morti
Sembra solo di scivolare
Come tanti anni fa
Non si sente dolore ma anzi
Viene voglia di aprire gli occhi
Guarda! che meraviglia chi l’avrebbe mai detto che da morti si potesse volare sopra le città sopra il mare la campagna e vedere più cose di quante ne hai viste mentre eri vivo
Farti trasportare
E poi stendere le mani per sentire meglio l’aria
E accorgersi
Che da morti
Si vola
Mio dio si vola
Ma sarà permesso?
Scusate, non vorrei fare torto a nessuno
Io sto volando
Ehi di lassù.. qualcuno mi sente?
Posso?
Torno giù? Torno su? Che faccio?!
Non risponde nessuno
E intanto io volo
Ed è bello!
Anche se sono sola e nessuno mi vede e non so se posso farlo
Anche se essere felici cosi da morti suona strano è un po’ aspro
Ma è bello!
La donna si guarda intorno scopre di avere le ali
Non sa se è morta davvero
O se era nata per morire questa morte
E svegliarsi uccello
E volare
Posso anche fermarmi
E restare sospesa nell’aria
Senza vestiti
Tanto di quassù nessuno mi vede
Senza vestiti
Danzare
Da sola
Nel blu di cristallo
(Arvo Part, traccia 5 fino a 5:40 circa)
Senza alcuna pretesa letteraria. Non che il resto. Questo è un compito a casa del mio master. Prendi una musica e scrivi una storia mentre la ascolti senza mai fermare la scrittura: devi per forza stare dietro al ritmo.
Vietati ripensamenti e correzioni.
All'analisi escono cose banali e scontate che ridimensionano la stima intellettuale in se stessi. Ma vabeh.
Se qualcuno vuole giocare con me..

6 commenti:
Se qualcuno vuole giocare con te.
Ok, volendo, uno cosa deve fare?
dunque:
1. ci si piazza davanti allo specchio in stato di sobrietà e ci si dice 'seriamente, non ho nient'altro di meglio da fare?'.
2. si sceglie un brano musicale, possibilmente strumentale ma non necessariamente (diciamo che con Mondomarcio in sottofondo il gioco non riesce, ma non è il tuo caso immagino!), poi ci si piazza davanti al pc e si scrive di getto una storia basandosi sulle immagini che la musica trasmette.
3. La si trasmette a Lavinia che, abbinando la lettura dell'elaborato a quella dei visceri di piccione, fornirà un sintetico e scientifico resoconto della psiche del soggetto.
(scherzo, però se lo ripeti tante volte su molte musiche diverse, e se davvero scrivi di getto, scopri le immagini ricorrenti che usi..)
Have fun!
La stima intellettuale di me stesso è già ai minimi termini; temo che provare questo esperimento potrebbe portarmi all'orlo del suicidio. Passo.
Non so Albolo.. ho altri giochi per la fascia 0-3 anni se vuoi..
Mi preoccupa la lettura delle viscere animali, ma per il resto le indicazioni sono molto chiare ;)
Tranquillo. Per l'uccellaccio ce la vediamo io e la Lipu.
Notte marcè!
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