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lunedì 21 gennaio 2008

Clemclem.

Chi si ricorda il jingle clementoni degli anni 80 che ci trillava nelle orecchie "clemclem"? Per l'appunto, l'infausto bisillabo mi rompeva le balle già dall'epoca.

Esticazzi, lo chiamano pure Clemente. Come la giustizia. E lui cosa fa, non risponde al telefono? A uno che si chiama Romano come l'impero e Prodi come i cavalieri?
Non risponde al telefono? E quando ha tirato su la cornetta dopo 48 ore cosa ha detto, scusa Romano ero in doccia?

Che poi. Si è offeso perchè non abbiamo solidarizzato abbastanza.
Cosa dovevo fare, crinibus passis scissaque veste, andare a Ceppaloni con la schisceta che magari la signora aveva le balle girate e non aveva messo su la cena?

Che poi. Tutto il partito si dimette perchè la signora è inquisita. Solidarizzano cosi tanto, che io delle domande me le farei.

Che poi. Perchè non si sono dimesse tutte le senatrici democratiche per solidarizzare con Hillary all'epoca della fellatio cornifera?

Che poi. Il nostro lidèr, al capezzale della mamma, trova il tempo di chiamare Cuffaro per solidarizzare. Mattepossino.

Che poi. La Cei ci dona un raggio di speranza dicendo che l'Italia è sfilacciata. Almeno la coop mi dice che la coop sono io. E non dico qui cosa si sta sfilacciando, anche a me che sono una donna.

"Ora sarà finalmente chiaro che le minacce a questo governo venivano dall'ala moderata."

L'unica cosa intelligente del giorno la dice Diliberto. Un cognome che è speranza di affrancarsi e da schiavi passare a uomini liberi.

Esticazzi.

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