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venerdì 6 agosto 2010

Ricordi di un vicolo cieco




Banana Yoshimoto è, in assoluto, una delle scrittrici che più hanno condizionato la mia personalità. Molto probabilmente si deve al periodo in cui ho incominciato a leggerla. Un periodo in cui qualunque cosa producesse un senso nel mondo si tramutava istantaneamente nel mio salvagente (vedi alla voce resilienza. E Dio sia benedetto per avermene dotata.)

Negli anni l'amore è scemato - penso di poter dire, onestamente, in accordo con la sua fertilità come autrice. Ma non è morto, e leggerla è come tornare al ristorante e prendere sempre il proprio piatto preferito.

Di questa raccolta di racconti ho apprezzato un certo messaggio di fondo - Dio è sempre alle nostre spalle per proteggerci - e uno stile narrativo fatto di elementi ricorrenti, che danno compattezza ai cinque episodi.
Il terzo e il primo racconto sono altamente consigliati.

3 commenti:

Baol ha detto...

Anche io, per un periodo, ho letto un sacco di libri della Yoshimoto, poi, come tutte le cose della vita, ho smesso, senza nemmeno un motivo preciso; perché va così

tenda rossa ha detto...

Questo post avrei potuto scriverlo io. Ho amato Banana Yoshimoto, ho letto tutto o quasi di lei. Poi, nel tempo, come a volte capita con certi amori che hanno segnato un preciso periodo della propria vita che, superata quella fase, un po' ti allontani dalle cose che amavi in quella periodo. A quel libro in particolare mi lega il ricordo di una persona alla quale ho voluto molto molto bene, e che nonostante bugie e incomprensioni avrà sempre un posto nel mio cuore.

Lav. ha detto...

Uè, quanti amanti della Yoshimoto!
Baol: ti ho pensato in queste vacanze, ma non ricordo perchè. Ora mi spremo le meningi.

Tendina: ho un regalo per te!!! strambissimo!!!

E'strano affezionarsi alla Yoshimoto. E' al di là di qualunque intellettualismo, ha una bellezza pura che è difficile da comprendere ma anche da dimenticare.