Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato
è cielo è voragine
è terra che mangio
per vivere ancora
Cara Alda Merini,
oggi sei morta, come era abbastanza prevedibile che succedesse.
Scoccia che ce ne abbiano notiziato dopo averci detto di cosa succede sulle ambulanze inglesi, e su chi sia l'italiano più veloce a digitare un sms. Ma d'altronde non ti saresti aspettata niente di diverso: se uno è poeta, è perchè il mondo che già esiste poco bene gli va.
Cara Alda Merini quante volte mi sono cantata questa canzone scritta per te, questi versi. E quante volte nei miei sedici diciassette diciotto anni scrivevo e ripetevo il tuo motto: 'saper scrivere significa essere condannati a vivere'.
L'ultima volta, invece, che ho parlato di te è stato pochi mesi fa, in risposta a chi mi chiedeva di Dino e Sibilla, e io ho tirato in mezzo te. Difendendoti tra me e me, pensando che tu la Aleramo te la mangiavi in un boccone. Lei e il suo femminismo e tu e il tuo dirti sempre 'poeta', al maschile.
Cara Alda a dire il vero è mio padre che per primo, anni fa, mi fece il tuo nome. Perchè cose giuste ne ha fatte.
Cara Alda sei morta stasera, la sera di un giorno in cui mi hanno offerto una tesi presso un reparto psichiatrico.
Cara Alda stasera ti leggo ad alta voce, anche morta resti sempre per me una grande amica.
Roberto Vecchioni, Canzone per Alda Merini.

2 commenti:
Adesso mi hai fatto piangere di nuovo.
Ho notato anch'io, ieri, che la morte della Merini è stata data per ultima, come se non se ne fosse andata una delle più grandi poetesse italiane.
E oggi ne hanno parlato dopo la notizia della morte della veggente con le stigmate...
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