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sabato 7 marzo 2009

not so damned afraid

Col cazzo che mi faccio rompere le uova nel paniere dal gattaccio nero della paura.

Come quella volta a Bari, infilo le unghie nei braccioli della sedia perchè di fronte a me c'è la commissione più importante che io abbia mai incontrato e possono anche non prendermi ma adesso io mi alzo e mostro quello che so si nasconde al fondo di me perchè questa è la prima potrebbe essere l'ultima in ogni caso è la mia occasione.

Quel giorno mi sono alzata e ho cominciato un canto che non so più nemmeno come ho rispescato e l'ho sentito, io l'ho sentito che dopo due giorni di lavoro in quel momento loro stavano pensando che io brillavo.

E poi nell'aria di Bari sono rimasti i Placebo e noi sudati a danzare e la mia libertà e lady macbeth a stringermi la mano e la città di mio padre sotto i miei piedi e io anche ora anche su questo
solo per me
io farò
così.

Perchè ho detto ho giurato sul tronco della magnolia che solo come il teatro doveva e poteva essere e allora devo avere lo stesso coraggio.

Skunk Anansie, Not Afraid.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi stai dicendo le parolacce eh. Per il resto, vola alto, le ali ce le hai (e non occorre la redbulll).

Lav. ha detto...

La redbull mi fa venire la nausea. E le parolacce le dico quando sono molto, molto, molto agitata.

enne ha detto...

Pensa a me, che dico le parolacce (alla mia età) per pessima abitudine.
Dai, Lav, andrà bene: sei brava e determinata.
E hai passione per quello che fai.

Lav. ha detto...

Già. solo che qui non si parla di lavoro. su quello mi sono sbloccata, bislaquinia.
E' sulle viscerali putride faccende dell'amore che mi sono inceppata ora.
Sticazzi.