I mendicanti mendicano, i ladri rubano, le puttane puttaneggiano. In un angolo, un cantastorie canta una delle sue storie.
(Bertolt Brecht, L'opera da tre soldi)
Mi sveglio storta.
Tra le mie mani il bianco sfugge ed è ridicolo mentre tu senza remore maneggi il rosso. Tu senza remore e senza bugie e io limitata e braccata dalle mie meschinità.
Nemmeno sfiorarti ho osato e tu so e tu so e tu so che di quello eri in attesa e io sono scappata perchè io sono una grande scappatrice.
Tu semplice e spietato e innocente.
E io non sono innocente.
Mi chiedo di essere perfetta per permettermi di crocifiggere gli altri quando non lo sono. E' patetico e ingiusto e alle soglie del tuo matrimonio io non voglio non esserci ma non so trovare la strada di volerti bene ancora senza ferirmi.
Io sono egoista.
'E' che tu mi chiedi di essere un uomo di acciaio e io non sono capace'.
Sigilli la tua tomba con questa frase e io dal cuore ti guardo con lo sguardo sprezzante di un rettile sopravvissuto a tutte le ere. Disserrati gli artigli da arpia sono pronta a volare sopra di te.
E poi mi lamento perchè chiedo a me stessa di essere d'acciaio e non ne sono capace.
Io sono iniqua.
'Ti sei accorta che ti cercava continuamente?'.
No. Non mi sono accorta. Perchè flirto con così tante persone che poi fatico a ricordarmele e a stare dietro a tutto, e se si alza la musica il mondo sbianca e tutto scompare ai miei occhi e diventa secondario.
Io sono squallida.
'Un augurio per i tuoi progetti. Professionali. Artistici. Di vita'.
Ti ho odiato per questa frase. Sarei venuta a casa tua a farti in brandelli e a divorarti, perchè sai benissimo che non volevo alcun progetto senza te. Ma passa il tempo e io sono la sontuosa puttana della felicità, alle sue braccia mi abbandono e mentre danzo mi ricordo che con te e grazie a te e rinunciando a te sono arrivata qui.
E dirti grazie sarebbe doveroso, grazie perchè in modo bizzarro e perverso mi hai resa libera. Ma grazie non so dirtelo perchè non voglio perdonarti.
Io sono violenta.
'Mi sento sulle spalle la carogna delle responsabilità', hai detto quando eravamo in quinta liceo. E io ti ho detto che Tarchetti sarebbe stato fiero di te.
Io rialzo il morale a tutti, dispiego e ostento una sapienza di cui tu per prima ti sei stupita, estraggo dal cilindro conigli e altre creature e non mi fermo davanti a niente.
Io sono schiava del dover piacere per forza.
Luvi de Andrè, Io non sono innocente.

5 commenti:
Ci sono progetti esistenziali che sono talmente legati ad un periodo della nostra vita e ad un'altra persona che, qualora si spezzi il legame con questa persona, anche il progetto che avevamo in testa perde fascino e importanza, come un giocattolo costoso ma rotto, che non si può più aggiustare e che per questo diventa inservibile.
Un'altra frase di Brecht che amo: mi siedo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti sono già occupati.
Vero. Ma per fortuna ce ne sono altri che niente può fermare e che ci mantengono in vita in qualunque condizione.
Già, dopotutto questo si chiama vivere. Come scrive Lawrence nell'Amante di Lady Chatterley: "Il cataclisma s'è abbattuto, siamo tra le rovine; cominciamo a ricostruire nuovi piccoli centri di vita, a nutrire nuove piccole speranze. E' un lavoro piuttosto duro; la strada verso l'avvenire non è agevole: bisogna aggirare gli ostacoli o cercare di scavalcarli".
Se ti piace Cristina Donà: mi viene in mente la canzone Conosci (stavolta il pezzo musicale lo offro io).
Insomma, guai se ci si dovesse arenare perchè una persona/progetto/aspirazione sono venuti meno.
Siamo programmati per rimboccarci le maniche, obtorto collo, e per andare avanti. Anche se, a volte, non vorremmo farlo.
Celito: su Cristina Donà non mi sono mai chiarita le idee. Sarà che qui a Milano lei è l'idolo di una certa radicalscicchitudine che poco mi aggrada. Ma mi fiderò!
WeirdHead (che saresti tu, mia testina bislacchina): sai quanto tempo ho passato qualche mese fa a sentirmi violentata dalla vita che andava avanti anche senza di me mentre io non volevo? è proprio spietata, e siamo programmati per sopravvivere anche nelle maniere più brutali. Il nodo mi si è sciolto un pomeriggio, piangendo sulla scena di Sigourney Weaver che si getta tra le fiamme mentre il piccolo alien esplode dentro di lei.
Così mi sentivo..
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