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Nei pressi del ponte 25 Abrìl, 10 Marzo 1935
Ricardo,
ma perché mi guardate di nascosto senza dire mai niente?
Io lo so.
Lo so che ci siete, dietro il velluto verde, dietro il legno e la pioggia, dietro il vetro a cui appoggiate la fronte: lo so che ci siete. E scivolo anche senza volerlo all’incrocio della strada, tenendo gli occhi bassi per non essere schiacciata da quello sguardo vostro magro e duro, ma lo so che ci siete.
Oggi non sono passata, Ricardo. Sono andata a camminare lungo il fiume, anche se pioveva molto: il vento era freddo e inodore, l’acqua scorreva grigia e io mi sentivo altrove che in me. Vi capita, Ricardo, lo so che vi capita. Ed è cosi triste che in quell’altrove ci troviamo più spesso che nei caffè sulle piazze. Conosco più le vostre parole che voi: loro le sento anche al buio, posso guardarle e riconoscerle senza paura di appropriarmene troppo, mentre voi scomparite dietro la vostra finestra.
So che vivete con una donna. Con due, anzi. Una è la donna che curate, l’altra è quella che immaginate. Non mi chiedo se le amate oppure no, né mi chiedo se sono belle o se vi rendono felice. Mi chiedo solo se anche loro sono capaci di succhiare le vostre parole cercando di avvicinare linfa e corteccia con lo stesso sforzo disperato che ci metto io. Perché questo faccio io: al mondo sorrido, ed egli mi risponde lieve e annacquato in rosa pallido per non ferirmi, e poi la notte consumo catrame e solitudini inghiottendo le vostre parole.
Lo fanno questo, le vostre donne? Lo sanno fare? Si, lo faranno. Si, lo sapranno fare, e molto meglio di me. Con devozione e senza tremori. Lo faranno certo, Ricardo. Altrimenti scappereste. Altrimenti avreste anche voi bisogno di qualcosa. Di qualcuno che vi legga, di qualcuno che succhi le vostre parole. Potreste, addirittura, avere bisogno di me.
Invece no, voi non avete bisogno Ricardo, a voi basta uno sguardo nascosto dietro una finestra per addormentarvi, e a me neppure tutto il fiume in piena.
L’ultima volta che mi avete guardato, Ricardo, non mi avete guardata neppure negli occhi. Lo sguardo vostro era appoggiato al mio collo, a dove sento sempre dolore e sono tanto fragile.
Avete detto qualcosa che non ho sentito sulla mia bellezza, e poi avete detto di scrivervi. Di scrivervi, se avessi avuto bisogno. Io vi ho sorriso, vi ho augurato buon viaggio, e ho saputo che non vi avrei scritto mai.
Le mie lettere a Ricardo Reis sono i buchi del tempo in cui ti ho perso, Ricardo. I momenti in cui mi sono piegata ad accettare di disegnare il mondo dell’assenza. Ti ho scritto poco, Ricardo, sempre malvolentieri, e sempre ho desiderato solo che gli occhi con cui scrivevi le tue parole sulla carta fossero gli occhi che mi sceglievano, tagliando la pioggia, il velluto verde, il legno e il vetro.
Sempre ho desiderato che mangiassi la mia vita intera come io mangio le tue parole di notte.
Continua a piovere.
Camminerò, camminerò, camminerò sotto la tua finestra sperando che tu dorma sereno.
Buonanotte Ricardo,
L.
3 commenti:
Le mie lettere a Lavinia
Cara L, anch'io stamattina ho avuto l'ardire di guardarti di nascosto senza dire niente, passando sui tuoi scritti leggero e veloce come una libellula senza capelli. Ma ora, sospinto dalla curiosità, ritorno a spiarti e scopro queste belle parole, dense certamente di significati che io non comprendo. E allora mi svelo, mi paleso e ti chiedo scusa per la mia ignoranza, di cui non finirò mai di vergognarmi, ma non capoisco se stai parlando di te, di Pessoa (che non ho mai letto) o di che altro... Illuminami, se ti va. Ora qui continua a piovere ma io sono al coperto e vado a dormire il sonno dei giusti(che domani ho la sveglia alle 5:30)
Buonanotte Lavinia, dammi notizie :)
beh, se da libellula senza capelli ti reincarni in lucciola, vuol dire che hai dissolto il tuo karma!
Pessoa parlava di talmente tanta gente che non vedo perchè non posso intrufolarmici anche io, nella sua testa.
Svegliarsi al mattino presto è una tragedia dell'umanità, hai tutta la mia solidarietà, e molto caffè mi auguro.
L
Karma...e sangue freddo! (pessima freddura)
S.d.M.? Scienza dei Materiali, corso peraltro assai disutile! Buona serata! :)
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