If I can stop one heart from breaking,
I shall not live in vain
(Emily Dickinson)
Oggi il mondo mi ha proposto:
- lo sguardo esterrefatto del mio vicino di treno che, mancando della fantasia sufficiente per pensare che al mondo esista qualcuno che si guadagna da vivere con il teatro, mi guardava scandalizzato mentre io appuntavo sul mio quaderno di lavoro la formula da insegnare ai bambini per la preparazione di un incantesimo: tre uova di fata, due baffi di tigre...
- il corpo riverso di un motociclista, scivolato come al solito sulla mortale combinazione milanese pavè più binari del tram ghiacciati. Una donna gli reggeva la testa, sarà stata una qualunque passante eppure sembrava la madonna in pietà. Il sangue davanti alla sua bocca era rosso molto chiaro, e mentre il mio autobus si allontanava ho pregato che venisse dalla rottura di qualche dente.
- la disputa teologica tra sofia, anni 4, e suor angelacarla, con lavinia come mediatore:
Lavinia: dunque bimbi cosa serve secondo voi per preparare una pozione magica?
Sofia: Gesù! perchè Gesù è magico!
Suor AC: coooosa? sofia, ma non ti vergogni? gesù non era mica un mago!
Lavinia, tentando di difendere la povera sofia, che pure detesta: beh in effetti
era comunque del settore...
SR AC: non diciamo eresie per favore!
Tengo a precisare che sofia mi sta pure sonoramente antipatica. Però è come sbagliarsi tra un cavolo e un broccolo, non tra un cavolo e un'autocisterna. La differenza tra miracolo e magia è etica, non operativa, e si sa che a quattro anni è difficilino discettare di taluni argomenti.
-Lo sguardo vitreo di un signore anziano, accasciatosi a terra in metropolitana. La pelle come cartapesta. Com'è vuoto il corpo in assenza di coscienza.
- Il cielo azzurro, dopo la neve spiazzante degli ultimi giorni.
- La bellezza fulgida di Andrea, sei anni. Il bambino che alla mia prima lezione di teatro piangeva se gli chiedevo 'cosa ti è piaciuto della storia?', perchè esprimere un parere personale era per lui una montagna insormontabile. Andrea con gli occhi bellissimi, latini. I capelli a caschetto, lucidi. La pelle dorata anche in pieno inverno.
Durante la seconda e la terza lezione Andrea incomincia a dimostrare una fluidità, una coordinazione, e una ricchezza di movimento rarissima per un bambino di quell'età. Il suo volto si rischiara durante le prove. Il suo corpo ugualmente appagato da Bregovic, dai Prodigy, da Chopin e dalle tarantelle.
Oggi, nel corso del quinto incontro, ho riservato un momento di lavoro al di fuori del montaggio e delle prove delle singole scene. Ho dato una musica, e una strisciolina di carta crespa gialla a ciascun bambino. Ognuno ha danzato la sua musica e quando ho capito che erano pronti e forse addirittura volevano quella certa cosa, li ho riuniti in cerchio e ho chiesto se qualcuno se la sentiva di danzare da solo in mezzo al cerchio.
Ho usato spesso il tema di Latika quest'anno. Mi ispirava. Ha dentro quella sospensione, quella sacralità lieve e onnipotente dello slumdog millionaire che si ferma, che ferma un mondo fatto di sopraffazione, per osservare l'incanto della bellezza e per farsi possedere dall'amore.
Probabilmente l'ho usata in senso scaramantico, pregando che quella stessa sospensione e quella stessa luce potessero scendere anche sul palco, entrare nei corpi dei bambini e aiutarli a lasciarsi prendere dall'invisibile.
Perchè ci vuole quello sguardo. Quello disposto a giocarsi tutta la vita senza risparmio. Per il teatro, che è come l'amore, ci vuole quello sguardo.
Ovviamente queste riflessioni sono tutte fregnacce metafisiche e quello che succede realmente è che io sono cosi posseduta da questa musica, da riuscire a rendermi un ponte tra i bambini e l'incanto del racconto teatrale. Perchè loro sanno fare tutto quando noi sappiamo guidarli.
Non si è alzato Andrea. Almeno non con quella goffaggine (metto la mano dietro, faccio leva, mi alzo, mi aggiusto il grembiule) che abbiamo quando ci alziamo per andare a svolgere un compito.
La musica si è alzata dentro Andrea e lui si è mosso come un'onda. Un altro bambino aveva tentato di alzarsi prima di lui ma si è immobilizzato. La presenza di Andrea, della musica in lui, riempiva tutto e ammutoliva tutti.
Il sorriso sul suo volto aveva il chiarore di una stella.
La maestra mi ha detto sottovoce 'questo giorno ce lo segneremo sul calendario.. in classe non parla nemmeno se interrogato' e io le ho risposto solo 'ha trovato la sua vocazione'.
Ho 450 piccoli allievi quest'anno, disseminati in varie scuole. Ma la luce di Andrea è unica e da senso al mio fare.
Credo di avervela già messa, in ogni caso la musica era questa:
Latika's Theme.

3 commenti:
Quanto è bello questo post. Hai occhi che osservano, cara Lavinia ma non si limitano a vedere, guardano. memorizzano, colgono pezzi di realtà, a volte bella a volte brutta. Quand'è che mi scrivi? Mi mancano le tue mail.
(non riesco a trovare un video su youtube col pezzo che dici, ogni volta mi dice che si è verificato un errore)
Tanti auguroni pasqualosi Lav, mangia tanta cioccolata e aggiorna presto!!! :)
tentineeeen... sei sempre carino!!!!
albolo: uff.. sai che non ho mangiato nemmeno un cicinin di cioccolata?! orribile, orribile, orribile!
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