Visto che siamo rimasti in pochi, probabilmente riuscirò infine a usare questo spazio per quello che dovrebbe essere: un diario. Anche se è difficile scrivere con costanza in una vita come la mia, che ha pochi momenti di intimità. Il che implica che nella battaglia tra esibizionismo e self-protection, la mia bilancia penda al momento per la seconda.
Vi scrivo per informarvi che non mi sono totalmente rincoglionita, e che l'altra mattina mi sono lasciata assorbire dalla musica di Tom Waits e di Suzanne Vega. Potete ora affligervi per il mio passatismo, se volete.
Inoltre, dopo aver ascoltato decine e decine di persone dirmi quanto ero simile alla ragazzina co-protagonista de L'eleganza del riccio, (i meno culturalizzati ma ugualmente stereotipanti tendevano invece a ridurre il termine del paragone a Lisa Simpson), mi sono decisa a leggerlo.
Un libro costruito a tavolino, con pochissima fatica per chi ha tante risorse tecniche. Un libro a tratti prevedibile. Niente a che vedere con il breath-taking effect di Hugo, di Saramago, alla grazia di Kawabata o alla lucidità della mia Simone.
Però fa effetto vedersi allo specchio, soprattutto per una come me che da tutta la vita insegue il narciso del proprio riconoscersi.
Mi ci sono copmiaciuta.
Fino a quando, leggendo della ragazzina che ama vedere la tivù solo senza volume per cogliere la poesia del movimento e immaginare silenziosi e enigmatici scenari impossibili, mi sono quasi sentita come Bastian Bux che sente pronunciare il suo nome dall'imperatrice bambina.
Vi abbraccio tutti, se non vi ho ancora stancata nè delusa.
Suzanne Vega, Song of Sand (disgraziatamente nessun motore di ricerca ce ne dona il video, però voi ascoltatela)

4 commenti:
Né stancato né deluso, solo che tra feed del tuo blog che non funzionano e non vedendoti passare sul mio non riesco ad essere presentissimo (come con Nita....)
Comunque adoro Suzanne Vega
Cara non ho letto L'eleganza del riccio, e me ne vanto. E' un libro che piaceva a qualcuno che non mi piaceva (più). Il fatto stesso che piacesse a quella persona mi faceva capir che non avrebbe potuto piacermi. Non so se mi spiego. Recentemente ho avuto la possibilità di sfogliarlo, lo leggeva una collega. Affronto la prima pagina. Orrore. Orrore. Cambio pagina, ne apro una a caso, leggo mezza pagina e così via altre 3, 4 5 volte. Stile insopportabile, personaggi costruiti a tavolino.
Consoliamoci in altro modo.
Ho letto, come sai, Venezia è un pesce, su tuo consiglio (grazie, davvero molto bello).
E poi ho trovato la tua sosia:
http://images.askmen.com/photos/mia-wasikowska/84464.jpg
un bacio
Baol sono io che sono attiva come un bradipo recentemente. Basta che siamo sempre amici.
Tendina: comprendo, io ho la nausea ogni volta che vedo un libro di douglas adams o un graphic novel di gaiman. Quanti piaceri ci sono preclusi dal ricordo molesto dei loro ambasciatori!
Concordo in tutto e per tutto con la tua tesi, comunque: una buona costruzione, tecnicamente realizzabile in una settimana di pensione completa alle canarie in aprile, pure con brani pesanti.
La mia sosia mi ha impressionato! ci tengo però a precisare che io non ho la mascella cosi squadrata. :PPPP
Sono contenta che venezia ti sia piaciuto...
E' proprio per la mascella non così squadrata che preferisco te! ;)
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