ed è sola
ed è nuda
a strapiombo su una terrazza.
E respira
insaziata
l'attesa.
E ha il sorriso
blu china
di un fiore notturno.
Perchè ci si contende tutto a volte, anche la gioia di condividere la gioia. Perchè fragile e traballante io sono come un grattacielo di luce e lentamente mi volto dopo che ho sentito il tuo sguardo rotolare più volte lisciando la mia schiena. E resto cosi, aggrappata con le mie piccole mani alla ringhiera di acciaio, lei è una tagliola nella notte scura e io la volpe rinchiusa e atterrita. Voltarmi è uno sforzo, strappo il sipario e sono in scena.
Quanti sguardi devono avere cambiato il mondo. Chissà se questo.
Da quando ti conosco non riesco a finire le frasi. Grandinano parole e non tutte posso riempirle di senso. Quanto peso altrimenti.
Balla con me.
Balla, io mi aggrappo liscia e tesa a te, lucido violino tra le tue braccia sull'orlo di una strana melodia ancora da scoprire.
Balla con me, sciogli i nodi.
Balla con me, balla con me che da giorni non penso ad altro.
Balla con me che il buio brilla stanotte e brilla per noi.

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