Non prometto niente e sono scettica circa la mia fertilità di blogger in questo momento.
Però ci sono persone che ancora mi fanno il dono della loro attenzione, e cose che ancora mi interessa dire, quindi.
(la cosa più strana è che quando non scrivo non riesco neanche a leggervi: saranno i neuroni specchio, ma scrivere me stessa o leggere voi causa lo stesso disagio!)
Di come per esempio stasera i miei vicini jazzisti stiano suonando amabilmente. Il tipico repertorio da spiaggia, a dire il vero. Ma quello che, come tutti i repertori da spiaggia che si rispetti, ti emoziona nella stessa maniera dai 13 anni in poi.
Quei momenti come dopo uno spettacolo, come quando hai il sole sulla schiena, come quando ti tuffi, come tutti gli istanti in cui sono sulle montagne, quando parli per tutta la notte, quando leggi un libro tutto d'un fiato, quando c'è il vento a febbraio e ti si spalanca davanti una passaporta come quelle di Harry Potter e per un secondo sei giovane e senza tempo e intatta.
Io qui sola al buio
loro di là suonano
io qui le canto
le canto tutte.
E mi chiedo se con dieci chili di bagaglio, senza aver pagato la messa in stiva dei bagagli, con il Portogallo da attraversare, non si possa proprio portarsi dietro la chitarra.
Lucio Battisti, un'avventura .

6 commenti:
Leggerai quando avrai voglia ;)
Evviva Lavinia è tornata! :)
ehi ma come siete carini!
tutti i gentiluomini del web sono qui da me (oppure tutti i bravi bluffer...!:P!!)
Che paraculi eh?! :D
Ma non ci hai mandato neanche una cartolina però >__<
Uh tendina, è vero.. sarebbe stato tanto bello!
Posta un commento