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domenica 20 dicembre 2009

did it my way

Io la domenica non vorrò più sentire la voce di simona ventura.

Vorrò comprare un televisore per buttarlo giù dalla finestra, anche se ciò implica perdermi il sommo divertimento di voyager, e quel minimo sindacabile di informazione di cui tutti ci stiamo accontentando spacciandocelo per eroismo giornalistico.

Non vorrò mai vedere un uomo che mi dà le spalle a tavola e non risponde alle mie domande perchè non le sente.

Non vorrò sapere qual è il mio bicchiere, il mio posto a tavola, la mia parte del letto, perchè ogni giorno sarà diverso.

Non accetterò di passare una giornata senza ridere e senza ballare almeno una volta.

Non mi rifiuterò mai di fare l'amore.

Non vorrò dare nulla per scontato e acquisito una volta per sempre.

Continueranno a farmi pena quelle che pensano che avere un uomo e tenerselo è l'atto supremo della vita, e il compito per cui siamo venute al mondo.

Non farò più la fatica di spiegarmi: so chi vive la vita come la vivo io, e per gli altri non c'è molto spazio.

Non smetterò di pensare che si possa avere un uomo, una donna, centomila amanti: se almeno si ha la dignità di dirlo e di percorrere la vita a viso aperto.

Continuerò a pensare che i modi di vita borghesi siano patetici e soffocanti.

Non userò più il mio tempo per conversazioni egotiche e inutili.

I miei figli saranno miei pari.

Non è più facile blandirmi con lusinghe.

Continuerò a fare la radio.

Sarò più accogliente e meno giudicante con chi fa fatica a sognare, ma nemmeno per presa visione accetterò la prospettiva di una vita senza utopie.

Farò tutto il possibile per continuare a viaggiare.

Mi faranno ridere i superficiali, e sarò felice di lasciare loro le misere verità che vogliono trovarsi.

Continuerò a credere nel valore della trasgressione e della ricerca.

Marianne Faithful, Vagabond Ways.

2 commenti:

il mio nome è mai più ha detto...

Tutto perfetto e condivisibile tranne due punti, se mi permetti.
Uno: il posto a letto. Pensa che io dormo sola da ormai quasi dieci anni, e non riuscirei mai a dormire al posto del de cuius.
Secondo: considerare i figli persone come te è giusto, ma ricorda "bastone e carota". Te lo dico per esperienza personale.
Se mi fossi ripetuta "bastone e carota" più volte, oggi non leggerei i preziosi consigli di Crepet su come educare i figli.
Io ridotta alla canna del gas, in pratica.

Lav. ha detto...

Temo che il mio apparato sensomotorio sia meno fine del tuo: io di notte vagabondo per qualunque superficie piana, senza grossi scrupoli.

Sulla questione del bastone e carota, comincia a istruirmi perchè io sia pronta al Giorno.