C'è qualcosa di inquietante se, a fronte dell'invio delle brochure che pubblicizzano gli spettacoli natalizi della mia compagnia teatrale, ricevo questa risposta:
Ringrazio per la proposta, ma desidero comnicaare che nella nostra scuola a Natale si festeggia per la nascita di Gesù.
Noi abbiamo il coraggio di dire che a Natale nasce Gesù.
La nostra è una scuola ad orientamento cattolico e questa identità centra moltissimo col ns. progetto educatvo.
Augurando buon lavoro, cordialmente saluto e ringrazio.
Maldestramente rispondo, ma mi sento insignificante e agghiacciata.
Non si preoccupi, anche nel nostro spettacolo si parla della nascita di Gesù, ed è proprio a lui che le bambine protagoniste della storia regalano la loro amata coperta, perchè lo vedono infreddolito nella grotta.
Ci siamo permessi di parlare di Gesù pur non operando una distinzione tra spettacoli a orientamento cattolico o laico, perchè pensiamo che certi valori, quali la condivisione e l'attenzione ai più deboli, non abbiano appartenenza e alberghino nel cuore di tutti gli uomini giusti.
Tuttavia ci mettiamo in ascolto delle tradizioni educative delle differenti scuole in cui ci troviamo ad operare, cercando con loro un'alleanza e sostenendo le loro scelte pedagogiche con professionalità, rispetto e sensibilità nei confronti del compito che rivendichiamo per il teatro d'infanzia: quello di essere un complemento armonico al percorso formativo del bambino.
Vorrei peraltro potervi dire che l'email giunge da uno dei remoti paesini in cui l'immigrazione non è ancora arrivata in maniera massiccia: invece no. Probabilmente non è arrivata in quella scuola ma certo è arrivata in quella città, e mi domando: l'autore di questa email prenderà mai un mezzo pubblico? sentirà mai l'odore dei cinesi, il volume di voce troppo alto dei senegalesi, vedrà mai le code lunghissime delle bambine indiane? si accorgerà che non siamo soli? e che non possiamo fare finta di esserlo?
E forse fa male a me questa email, più che ad altri, perchè in questi anni di insegnamento io ho amato i miei bambini stranieri più degli altri. Li ho guardati più degli altri perchè necessitavano di essere guardati di più: avevano codici visivi diversi, avevano modi di parlare diversi, avevano schemi corporei diversi, e vivevano una fatica più grande.
Ricorderò sempre il piccolo Nadir, fatto precedere dalla scontata fama 'è un bambino arabo, non ti ascolterà mai perchè sei una donna': Nadir improvvisando a corpo libero disegnava nuvole nell'aria ad occhi chiusi, il suo corpo scuro e tozzo scivolava come un piccolo barishnikov.
Ricorderò Klaudia che mi saltava in braccio, Klaudia con gli occhi celesti e le guance paffute e l'italiano tanto perfetto da non farmi sospettare per mesi che fosse albanese. Perchè in effetti l'Albania l'aveva lasciata a 4 mesi.
Subodhi, Natalie e Julia che amavo pettinare prima dello spettacolo.
I bambini filippini che non imparano mai l'italiano perchè i genitori ancora non lo sanno.
Quanta ricchezza avevano questi bambini.
Ricchezza che, è amaro dirlo, spesso i figli degli italiani si scordano.
Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini.

10 commenti:
Mi dispiace sorella ma non si possono proporre più le 3 parole, sei arrivata tardi, ho già iniziato la scrittura :D
C'è qualcosa di inquietante e di molto sgrammaticato, nell'e-mail leghista.
"Noi difendiamo la nostra cultura, la razza e la lingua, e fa niente se gli stranieri a volte la parlano, e magari la scrivono, meglio di noi".
Tra l'altro anche i sassi sanno che il 25 dicembre è una giornata più che altro simbolica.
Per quanto mi riguarda è il giorno del compleanno della mia amica Maria Carla, detta anche Gesù Bambino.
Baol: normale, è tutta la vita che sono in ritardo. Facciamo qualche altro gioco scrittorio?
N: l'ottusità delle persone non finisce di stupirmi. Nè quanto le persone siano in grado di somigliare a degli stereotipi.
Quello che vuoi, anche se adesso ho altri 30 racconti da scrivere
Stai facendo il prezioso?!
Rimpalliamoci un racconto che contenga 1 elemento a testa scelto dai nostri commentatori comuni.
(brillo per originalità come la tangenziale nord a novembre)
Vuoi sfidarmi apertamente eh :D
No, volevo che ci divertissimo apertamente!
Ma io sono d'accordo, solo che dovrei inserire il tempo e l'ispirazione per 'sta cosa in mezzo al tempo e l'ispirazione per i raccontini...però un post in collaborazione con te lo voglio scrivere. Alcune collaborazioni in passato le ho fatte, con ottimi risultati.
Oh, ma stu kafè nu vullim pijà prim ka m n vak a kaas?! ;)
Va bene va bene ti aspetto!
per il caffè posso dirti la verità? mi imbarazzo perchè non ti conosco. scusami.
Hahahahahaha...ok, però so che carta giocarmi!
Chiedi a enne di niente, lei mi conosce davvero di persona :)
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