Tu vuoti il tuo cuore in poesia. Come ultima cosa ti chiedo di scrivere poesie, e un giorno di farcele leggere. Tu hai il gift di vedere, di sentire e di comunicare. Io ho sprecato il tempo che mi era concesso senza fermarmi abbastanza a vedere e sentire, ma tu l'hai fatto e forse hai pagato care le cose che hai raggiunto. Forse sono le piu semplici di tutte, ma poichè ci vuole una vita per impararle, è l'unico dono importante che ci puoi fare. A tutti noi che ti abbiamo amata e che ti amiamo. Solo cosi tutto apparterrà di nuovo a tutti noi: la gioia e l'estasi, la malinconia e il dolore, la gente e i luoghi e "come era il tempo". Si, è sempre con pungente tenerezza che ti vedrò, ombra cara, nel prato di Laikipia, con i cani, a scrivere le tue poesie. E nelle tue poesie troverò ancora con costanza testarda e con gioia infinita il paese abbagliante della tua anima di farfalla a cui ho dato il mio cuore.
Sii felice.
(Paolo Gallman a Kuki Gallman)
Probabilmente la gente normale invecchia e le cose del mondo fanno via via meno effetto.
A me, invece, queste righe che leggo da quando avevo 14 anni, a intervalli regolari, stasera hanno proprio fatto venire il groppo in gola.
Aveva ragione Virgilio: tanto più un'anima fa esperienza delle cose, e tanto più profondamente è in grado di sentirle.
L'abitudine è una chiacchiera.

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