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giovedì 29 novembre 2007

giovedi..

Ore 7:
Scegliete dei vicini affascinanti, quando salite sul treno: li bacerete innavertitamente tra un'ondata umana e l'altra.
Non scegliete vicine bergamasche: sono più implacabili di Radio Maria.
Non scegliete vicine con la borsa troppo grossa: la useranno come respingente per sottrarvi prezioso spazio vitale.

Ore 8:
Non è colpa dello studente della Bovisa se vi infila la sua cartella progetti in mezzo ai polpacci mentre voi state scendendo dal passante.

Ore 9:
Se il dvd del filmato introduttivo allo spettacolo si ferma mentre voi, lontano il vostro ingresso in scena da copione, state dormicchiando dietro i praticabili: state calmi. Ci sono solo quattrocento bambini, e sessanta maestre. Uscite inventandovi una gag. Sorridete berlusconianamente.

Ore 11:
Tre ore da spendere a zonzo prima di andare alle prove.
Potete ammirare le decorazioni luminose natalizie che fanno il gesto dell'ombrello al piano di risparmio energetico.
Potete ammirare anche il riscaldamento effetto tropicale di H&M, Rinascente, Zara, e famiglia. Lo ammirate anche senza entrare: a cinque metri dalla porta di ingresso (spalancata) si percepisce già una corrente secca sahariana che va aumentando di metro in metro. Secondo gesto dell'ombrello al risparmio energetico.
Potete anche ammirare dei vestitini di eccellente fattura e prezzo vantaggioso. Sono tagliati con la professionalità del Giralamoda: se ti infili una camicia o ti stanno le tette e sulle spalle hai la gobba di andreotti, o sulle spalle calza a pennello ma un tre etti di seno li sposti sotto la giugulare con un grazioso effetto pellicano.
Passi a una gonna, ma prendi la corrente quando la tocchi.
Per accontentare la mamma che dice che devi metterti le scarpe da donna, fai un giro al reparto scarpe. Argento effetto specchio: cosi vedo anche in retro i bambini se si spruzzano il vinavil negli occhi. Ballerine: cosi dopo dodici ore che le usi, se ci cammini davvero, le butti via come le lenti a contatto. I piedi non li butti, sono rimasti incollati all'asfalto per via del congelamento. Stivali economici, in plastica: quando li levi al posto dei piedi hai il caciucco della buitoni.
Esci dal negozio.

Ore 13:
Il tuo collega fa saltare le prove. Ma dice che domani, nonostante lo sciopero, ci sarà. Lui. Io, che dovrei farmi 15 chilometri, ora chiamo e sento se c'è l'unicorno libero, altrimenti vengo a dorso di yak.
Ti infili di nuovo sui mezzi, c'è ancora la speranza di un pranzo casalingo e di un pisolo sul divano.

Ore 14:
La metropolitana ti vomita a sesto mentre il treno sta chiudendo le porte. E il treno non è misericordioso come l'autobus, a cui posso bussare dicendo "scuuuuuusiiii, signor autiiiistaaaa!!!". Cerchi cibo prima che la falce appaia, senza martello, in forma di calo glicemico, ma c'è solo il Fetido Bar.
Arrivi a Monza. Entri in piadineria. Ti guardano delle piadine da asporto che costano 4 euro ciascuna. Non fai loro il gesto dell'ombrello, ma esci sdegnata.
Panetteria: ormai va bene qualunque cosa. Mentre pensi di essere vicina al Morso della Salvezza, entra lui.
Alto. Spalle larghe. Capelli ricci, selvaggi, lucenti. Una pubblicità vivente del Pantene. Poi parla. Con una voce che quando chiede un trancio di pizza le panettiere sono già li spalmate sulla vetrina ad ansimare "Nient'altro???"
Dispone cellulare, chiavi dell'auto e agenda sul bancone. Tanto lo spazio è suo, l'ha capito. Si avvicina al frigo e con epico slancio lo apre con fierezza. Depone una Sprite sul bancone e con voce di muschio ci regala la sua ultima parola "prendo anche questa".

Non mi vede. Non può vedermi per un evidente dislivello. Se mi vedesse, vestita come una fioriera, con gli zoccoletti birkenstock che sembro scesa dall'alpeggio, e una cuffietta di lana che ad holly hobbie le faccio il sempresolito.. se mi vedesse, sarebbe come se non mi vedesse. Dunque mi richiudo in uno sdegnato silenzio. Sopracciglio riprovevole per la commessa che sta ancora occhieggiando.

E lui
si gira
si leva gli occhiali da sole (che in interno panetteria, a novembre..in effetti..)
e dice
"ma c'era prima la signorina".

Con l'imperturbabilità e l'eleganza di Adelina e Guendalina Qua Qua, lo ringrazio e come se niente fosse mi reco alla cassa, reggendo con nonchalance un pacchettino di pizza a temperatura fusione nucleare.

Ore 15:
'Na traggedia. La Strega del Bengala che ci aggredisce da mesi, chiama, e sferra l'attacco finale. Con la compostezza di un'icona bizantina, le dico soavemente che possiamo lasciar perdere l'incarico. Il sottotesto è "brutta gallina da brodo in odore di menopausa. Io e la mia collega siamo giovani e belle, e tu fottiti".
Ho il conforto del vuoto cosmico dei dialoghi tra tronisti. Ma è un'altra tragedia: il calciatore e la sarda hanno litigato. Ed io che mi sono consumata in struggimenti bevendo la complicità dei loro sorrisi. O me senzasperanza che sono.

Ore 16:
Abbiamo prodotto uno scritto che a noi non ce la fa neanche la Boccassini dei tempi d'oro.
Un uomo vestito da tocco di parmigiano con una parrucca bionda vuole convincermi a mangiare del papapaparmigiano rererererererereggiano. Ma io solo grana padano.

Ore 17:
La cioccolata, John Denver, e il mio lavoro a maglia. Mi sento Calamity Jane.

E domani, in fondo, devo solo risalire da viale forlanini a Duomo a piedi.

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